Da 0 a 100: Insigne sogna proprio come nel 2012

Era un pomeriggio di metà settembre, a Fuorigrotta il sole era ancora caldo, e in campo scendevano Napoli e Parma. Una delle prime partite per l’ultimo Napoli di Mazzari, che qualche anno prima in Serie A, a Livorno, aveva fatto esordire un giovane ragazzo con la 34: Lorenzo Insigne. Dopo le esperienze a Foggia e Pescara, stupendo sotto la guida di Zeman, lo stesso Mazzarri decide di convocarlo con i grandi quella stagione. Subentra contro i ducali al 31esimo del secondo tempo al posto di un certo Edinson Cavani, che del pubblico si prendeva gli applausi e usciva scontento perchè quel pomeriggio non aveva firmato il tabellino, ma senza polemiche. In campo ci entra proprio Lorenzo, questa volta con la 24, non gli va più larga come una volta.

Il tempo di prendere confidenza con il terreno di gioco e mettere da parte l’emozione di giocare nello stadio che da piccolo guardava da lontano, raccoglie l’assist di Goran Pandev che penetra nel corridoio dei difensori del Parma e davanti al portiere fa quello che gli riesce meglio; la mette dentro e firma il 3-1. Da quel gol sono passati 8 anni. 2012-2021, quasi come se fosse scritto, nel frattempo Lorenzo di gol all’attivo ne ha fatti 99, si è preso la fascia da capitano e della sua Napoli è diventato un idolo.

Questo pomeriggio, nello stesso stadio nel quale qualche anno fa segnò il primo gol con la maglia azzurra, Insigne ha l’opportunità di segnare il 100esimo gol che lo proietterebbe nell’olimpo dei capo-cannonieri azzurri. Un gol che insegue ormai da tanta partite, ma che stenta ad arrivare fra rigori sbagliati e sfortuna, che pare intenzionato a frantumare. La forza dei tifosi incontrati in settimana mista alla sua voglia di riscatto saranno sicuramente la spinta giusta per firmare un altro record con quella maglia che per lui è ormai una seconda pelle, e che in un mondo di bandiere in via d’estinzione lui è uno degli ultimi esemplari.

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