Pagellone Napoli 2020 – Centrocampisti

Il centrocampo è il reparto che ha sofferto di più negli ultimi periodi. Le difficoltà nel trovare i titolari fissi sono enormi, mai una conformazione si è rivelata duratura o efficiente. Tuttavia, alcuni elementi si sono messi particolarmente in risalto. Grazie a loro, ha giovato l’intero reparto, che però in altri momenti, è risultato essere l’anello debole della squadra.

Allan – 5,5 – Altrove – Ha compiuto una fase molto importante nel Napoli, attirando a sé l’attenzione dei grandi club internazionali. Proprio la mancata cessione al Psg nel gennaio 2019 ha condizionato la sua restante esperienza partenopea. Il 2020 del brasiliano ha visto un calciatore che aveva la testa altrove.

L’arrivo dei nuovi innesti lo ha visto diventare un’alternativa, nemmeno quello gli è riuscito. Il calciatore non c’era, proprio da quell’affare saltato. Aveva bisogno di cambiare aria. È andato via quasi in silenzio, un peccato visto il suo grande impatto con la maglia partenopea.

Diego Demme – 8 – Silenzioso – I giudizi affrettati sui calciatori sono all’ordine del giorno. A questi è andato incontro anche Demme, nonostante la sua esperienza in Bundesliga parlasse chiaro: perno di un Lipsia bellissimo col quale ha compiuto la scalata dalle serie inferiori del calcio tedesco alla Champions League.

Si diceva di lui che fosse vicino ai trent’anni, che non avesse un grande nome, che fosse poco utile alla causa. È stato anche messo da parte quando un compagno di reparto ha disputato una partita più che buona. Alcune voci lo volevano via da Napoli già in estate perché “è un mestierante, nulla di più”.

La risposta, ogni volta, la stessa: scendere in campo e far ricredere tutti. Quando gioca Demme si sente la differenza, la squadra gira molto meglio. Non è “uno dei tanti”, è probabilmente l’uomo più importante della squadra. Fa sempre la giocata giusta anche se elementare, sommata ad una fase di interdizione spaventosa.

Preso a sorpresa da Giuntoli a gennaio, ha avuto il difficile compito di dover dare equilibrio a un reparto in grande difficoltà. Nemmeno il tempo di adattarsi che sembrava già il padrone, con lui il centrocampo ha cambiato direzione. È venuto dal Lipsia, squadra con un gioco molto codificato, per giocare in una squadra allo sbando e prenderne immediatamente le redini. Sono pochi ad avere queste capacità.

Toccherà ancora a lui dare ordine, al momento è l’unico che non può essere messo in discussione nel reparto. Perché il Napoli non può fare a meno di Demme e del suo essere un leader silenzioso.

Stanislav Lobotka – 6 – Politco – Sufficienza politica per lo slovacco. È arrivato nella sessione invernale dal Celta Vigo col compito di dare le geometrie che mancavano al centrocampo.

Il suo impiego è stato saltuario e ha dato sia buoni riscontri che altri più approssimativi. Con lui il Napoli ha assunto una coformazione più offensiva ma anche più sbilanciata. Tanto che è stato anche preferito a Demme in più di un’occasione.

Nella prima parte dell’anno ha avuto il suo spazio in cui ha fatto vedere qualcosa di interessante. Nella nuova stagione è stato impiegato molto meno, partendo soprattutto dalla panchina, ed il suo rendimento è calato. Al momento, non si può dire molto su di lui, non lo si può certamente elogiare ma nemmeno disprezzare. Purtroppo, è spesso addittato con commenti di basso livello sulla sua forma fisica. Bisogna andare oltre queste cose.

È l’unico centrocampista a disposizione di Gattuso con compiti di regia, cederlo così in fretta sarebbe un errore. Ha delle ottime qualità e una notevole intelligenza calcistica, può diventare un pezzo fondamentale della squadra.

Però, nell’anno nuovo deve dare qualcosa in più, perché è sì bravo, ma deve dimostrarlo, partendo dalle sue migliori partite in maglia azzurra.

Tiémoué Bakayoko – 6,5 – Impattante – È sì un pupillo di Gattuso e quindi ci si poteva immaginare un suo utilizzo intenso, ma questo suo rendimento è sorprendente.

Sta disputando una buonissima stagione dove talvolta è chiamato ad un superlavoro, che riesce spesso a svolgere molto bene. Fa fatica in fase offensiva, ma si tratta di un gioco che non è nelle sue corde, non dovrebbe essere lui a svolgere quei compiti.

Le sue doti di interditore puro hanno allargato il roster di centrocampo dando soprattutto varietà. Oggi il Napoli può preparare diversi tipi di partite, anche grazie al francese. Nel calcio delle 5 sostituzioni questa è una cosa fondamentale, perché garantisce imprevedibilità tattica e soprattutto perché i numerosi impegni possono portare stanchezza all’interno del gruppo. Un buon colpo da parte della dirigenza.

È un po’ calato nelle ultime partite, ma come lui anche l’intera squadra. Nel 2021 sarà chiamato a riconfermare quanto di positivo ha mostrato con la maglia azzurra, può essere uno degli uomini in più.

Fabián Ruiz – 5 – Spaesato – L’ex Betis è un caso a parte, ha subito una notevole involuzione negli ultimi periodi, ma non solo per colpa sua. È sempre stato chiamato a svolgere compiti che non è in grado di reggere, e ne ha risentito molto.

Nella squadra di Gattuso sembra un pesce fuor d’acqua, pare che non abbia una collocazione. Uno spagnolo con le sue caratteristiche non può rimanere fermo, ha anche bisogno di muoversi. I compiti che gli vengono richiesti lo limitano, non fanno per lui.

E dire che all’inizio dell’anno sembrava rinato, nel mese di febbraio ha dato scintille decidendo ben due partite: Inter in Coppa Italia e Brescia, entrambe con gol bellissimi. Poi il buio totale: un calciatore macchinoso, che sbagliale giocate più semplici, soggetto a cali di concentrazione improvvisi. A inizio della nuova stagione qualche segnale di risveglio, ma oscurato da altre prestazioni non degne del suo livello.

Ciò che però rende ancora più chiara la sua difficoltà nel trovare posto nel centrocampo del Napoli è il suo grandissimo rendimento nella nazionale della Spagna. Con le Furie Rosse sembra tutt’altro giocatore, fornisce grandi prestazioni ed è uno dei punti cardine di Luis Enrique. Sembra strano che un calciatore rinasca in questo modo indossando un’altra casacca.

Le qualità ci sono, ma vengono sfruttate male. Per l’anno nuovo bisognerà metterlo a suo agio lasciandogliele tirarle fuori, altrimenti un suo sacrificio sul mercato potrebbe essere molto probabile.

Eljif Elmas – 6 – Incoraggiamento – Il nordmacedone non ha avuto tantissimo spazio, ha dimostrato a sprazzi un talento meraviglioso, ma ache parecchio grezzo. Di certo, la giovane età gli lascia altro tempo per maturare.

Però non lo si può inserire sempre a partita in corso e sperare che cambi la partita, ha bisogno di partire titolare durante alcune partite, per far sì che abbia maggiori possibilità di acquisire esperienza. Metterlo in partite da risolvere può essere controproducente per lui.

Nel corso dell’anno, Gattuso l’ha testato anche come sostituto di Insigne, a prova della sua duttilità. È un centrocampista di ultima generazione, di quelli che può giocare ovunque e con un’abilità tecnica che fa ben sperare.

Le prestazioni con la Macedonia del Nord testimoniano che il ragazzo c’è. È stato uno dei trascinatori alla storica qualificazione della sua nazionale agli Europei, dove avrà modo di confrontarsi e crescere ulteriormente. Intanto, bisogna incoraggiarlo, perché il tempo e i mezzi sono dalla sua parte. Certi giovani non vanno mai demoralizzati.

Piotr Zieliński – 7 – Luccicante – Per anni è stato tra i calciatori più esaltati per le giocate del Napoli, lasciando sempre la sensazione che potesse dare di più, che ogni anno fosse quello buono per affermarsi come campione. Di solito, questi giocatori restano nel cuore degli appassionati e non esplodono mai del tutto.

Per Piotr, sembra che questo destino possa finalmente cambiare. È un diamante meraviglioso, di quelli che abbagliano per quanto brillano. Ed ora sta iniziando ad arrivare anche la continuità che era mancata negli ultimi anni.

Ha messo il suo zampino in tante partite facendo letteralmente girare la testa agli avversari. Sono arrivati anche gol decisivi, come alla Juventus e alla Real Sociedad, quell’incisività che era mancata in passato viene fuori sempre di più.

È il calciatore del Napoli che tratta meglio il pallone, ha un tocco differente da tutti gli altri, oltre a essere perfettamente ambidestro. La posizione di trequartista sembra essere quella che più si addice alle sue qualità, potrebbe finalmente aver trovato la via. Ora deve dimostrarlo mantenendo questa continuità.

E in tutto questo, resta la sensazione che possa dare ancora di più. Probabilmente perché il suo 100% non l’ha ancora raggiunto. Chissà se riuscisse a darlo anche per una sola partita…

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