Bilancio di fine Anno – Aspettativa contro Realtà

Dicembre porta via gli ultimi scampoli del 2020, il mese in cui si tirano le somme di una stagione solare che ha visto il Napoli con più volti, tanti chiaro-scuri e talvolta qualche aspettativa di troppo. L’arrivo di Gattuso aveva portato con sé non pochi dubbi su un campione in campo ma non ancora in panchina. Passare da Ancelotti ad un suo allievo non sarebbe stata cosa da poco, ma il traghettatore – come era stato definito in quel momento – ha colto l’occasione e, da buon calabrese di valori, ha accettato le condizioni del Napoli, uno stipendio non da big, e ha lavorato tanto, duro, per ritrovare l’anima e il gioco di questi ragazzi, spaesati e nervosi finanche per motivi interni allo spogliatoio che con l’ammutinamento avevano raggiunto l’apice del disastro.

Il mercato di gennaio, si sa, non riesce a regalare colpi importanti, tranne in rari casi. De Laurentiis però sapeva che c’era bisogno di una revolución arruolando Politano, Demme, Lobotka, Petagna e Rrahmani per giugno in una sola sessione. Al via, quindi, il famigerato 4-3-3 che, seppur con scricchiolii, era riuscito a portare agli azzurri risultati importanti riuscendo, tra l’altro, a strappare un pareggio in Champions, nell’ex San Paolo, contro il Barcellona di Leo Messi e le cose, almeno sotto il punto di vista del temperamento, sembravano migliorare. Il ritorno in campo a inizio giugno per la Coppa Italia contro Inter e Juve è stata poi la ciliegina sulla torta di un cielo che doveva tornare sereno: il 17 giugno Gattuso conquista il suo primo trofeo da allenatore, nella gioia e felicità di un popolo che per una sera ha messo da parte la sofferenza dei mesi precedenti per assaporare di nuovo la bellezza del calcio e le emozioni che sa regalare. Nonostante un settimo posto finale, con una Europa League conquistata automaticamente con la vittoria della Coppa, le aspettative per l’anno venturo non sono mai mancate. Dopo tanti alti e bassi, il mercato ha continuato a regalare colpi fra cui Osimhen, il giocatore più pagato della storia del Napoli con i suoi 60 milioni di euro e di aspettative. Insieme a lui Bakayoko per dare muscoli a centrocampo, dopo la cessione di Allan e il doloroso addio a Callejon. Due perni che avevano dato ormai tutto con questa maglia.

Il vero acquisto, però, a un anno di distanza dal suo arrivo, si chiama Hirving Lozano. Il messicano che con Ancelotti era sempre stato adattato, non riuscendo ad inserirsi, ha faticato all’inizio pure con l’ex Milan, però la determinazione di Gattuso nel volerlo recuperare è stata encomiabile e quindi si può tranquillamente affermare che il numero 11, oggi, sia stato l’acquisto più importante e riuscito, non solo per i gol, ma per il pacchetto di qualità offensive che ha sfoggiato in questi mesi, conscio che questa è una vetrina significativa per la sua carriera e per fare quello step in più dopo l’esperienza in Olanda. Quando si fa un progetto a lungo termine, spesso bisogna considerare anche gli imprevisti: l’annosa questione della mancata partenza per intervento dell’ASL del Napoli per Torino il 4 ottobre 2020, dopo aver scoperto la positività di Elmas e Zielinski, è passata alla storia scrivendo una pagina del diritto con una sentenza il 22 dicembre che ha visto vincitrice la società partenopea. La partita si rigiocherà e il punto di penalizzazione è stato tolto. Un bel regalo di Natale, forse inaspettato rispetto le due sentenze precedenti, che dovrà spronare la squadra a evitare dolore debacle perdendo punti senza merito. Il Napoli, però, sembra essere caduto in un vortice di profonde incertezze, le quali si sono palesate anche nella stanchezza del mister, il quale a causa di una forte miastenia oculare, malattia che – purtroppo – lo accompagna da una decina d’anni in maniera evidente, sa che la squadra è emotivamente debole pure dopo un anno di bastoni e poche carote.

La gara che ha concluso questo 2020 non ha lasciato i frutti sperati di un lavoro che sembrava essere importante. Il progetto non è definitivo, ci sono sicura tante bozze sul tavolo. La situazione in casa azzurra deve migliorare, serve trovare la strada giusta. Se si analizza, c’è stata una crescita, probabilmente maggiore di quanto ci si aspettava all’inizio, ma oggi – paradossalmente – certe prestazioni e risultati stanno stretti per sognare di nuovo in grande. Piedi per terra, l’obiettivo è il ritorno in Champions, il rinnovo del mister se dovesse trovare la quadra giusta e forse, a fine stagione, le aspettative e le realtà combaceranno perfettamente.

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