Dualismo Meret Ospina, necessario o controproducente?

Nel 2014, con l’addio di Pepe Reina destinazione Bayern Monaco, il Napoli perse uno dei suoi punti cardine, e si ritrovò sguarnito in porta. Lo spagnolo era reduce da un’ottima stagione, serviva uno quantomeno in grado di pareggiare quel rendimento.

È così iniziato un periodo complicato per chiunque dovesse trovarsi a difendere i pali della porta azzurra. Il duo Rafael-Andujar della stagione 2014-15 mostrò più ombre che luci.

Così è tornato in azzurro l’ex Liverpool, ma senza riuscire a dare le garanzie della sua prima stagione all’ombra del Vesuvio. Stavolta la sua avventura finisce male, un disguido col presidente ha reso impossibile il suo rinnovo, così sceglie di approdare al Milan. Per il club azzurro è ora di optare per una strada diversa.

L’arrivo di Ancelotti, uno che i portieri li alterna, ha portato una rivoluzione all’interno di una squadra che aveva un calcio codificato e con compiti precisi. Viene immediatamente ceduto un tassello fondamentale di quella squadra come Jorginho, ma per il ruolo di numero uno è l’inizio di un cambio radicale: infatti, il Napoli ne acquista ben tre.

La prima trattativa porta a Napoli il giovane talento Alex Meret, da molti paragonato a Dino Zoff, e il più esperto Orestis Karnezis, entrambi acquistati dall’Udinese.

Le gerarchie per il ruolo di portiere sembrano stabilite, ma Cristiano Giuntoli tenta un colpo: prende in prestito dall’Arsenal David Ospina, esperto portiere che con la sua nazionale, la Colombia, ha disputato due mondiali e altrettante edizioni della Copa America, risultando talvolta un estremo difensore di ottima affidabilità. Ha giocato poco con i Gunners, ma le intenzioni sono chiare, e il Napoli punta fortemente su di lui.

L’inizio di stagione vede Meret impegnato a recuperare da un infortunio alla spalla, perciò in porta si alterneranno il colombiano e il greco, con una preferenza per il primo. Infatti, gioca i big match, nei quali si mostra decisivo guadagnando la titolarità.

Il ritorno del friulano, portiere su cui l’allenatore e la società puntano maggiormente, farà acquisire minuti a quest’ultimo, e la consapevolezza che sarà l’uomo del futuro a cui man mano vengono chieste maggiori responsabilità. Nonostante tutto, a fine stagione Ospina viene riscattato.

La stagione 2019-20 sembra definire le gerarchie una volta per tutte: Meret titolare nei big match e nella maggior parte delle restanti, con Ospina pronto a farlo rifiatare in partite di minor peso o comunque prima o dopo una partita molto importante.

L’annata non inizia nel migliore dei modi, ma i risultati sembrano dare ragione alla scelta del mister: Meret in Champions League si dimostra fondamentale per il passaggio del turno, salvando il Napoli sia contro il Liverpool che contro il Salisburgo, parte del merito di quelle vittorie è soprattutto suo, il suo valore sale alle stelle, è una delle poche note positive di una stagione destinata a crollare.

L’esonero di Ancelotti e il conseguente arrivo di Gattuso cambiano le cose all’interno di uno spogliatoio che sembra ingestibile. Il tecnico calabrese prende una decisione che sembrava inaspettata: il titolare sarà Ospina.

Esatto, il portiere tanto apprezzato dai tifosi e dalla critica siederà in panchina. Motivo? Il colombiano è più bravo a impostare l’azione, permette una migliore costruzione dal basso e sa comandare meglio il reparto difensivo. In molti contestano la decisione, che però darà i frutti sperati, senza tralasciare completamente l’ex Udinese.

In semifinale di Coppa Italia contro l’Inter, sarà l’ex Arsenal ad essere decisivo, facendo partire l’azione del pareggio e compiendo numerosi interventi in una partita che sembrava destinata a finire male, ma verrà squalificato. In finale contro la Juventus giocherà Meret, che non sarà chiamato a interventi difficilissimi, ma che neutralizzerà il rigore di Dybala, il primo della serie, indirizzando la lotteria dei rigori in favore del Napoli che poi vincerà il trofeo.

Nell’annata attuale, quello che era un dualismo perfetto, sembra essersi spezzato in favore di Ospina, che gioca bene la maggior parte delle volte, mentre Meret, oltre che avere un minutaggio inferiore, è calato di prestazioni.

Il big match col Milan e la partita recente contro la Sampdoria hanno mostrato un ragazzo che probabilmente con la testa non c’è, che ha paura di sbagliare e di non rivedere mai più il campo, tutto questo nell’anno degli europei, per i quali è in corsa.

Al momento la situazione è questa, non è ancora preoccupante, ma un campanello d’allarme inizia a farsi sentire. Quel giovane che tanto sembrava una certezza, pare essersi perso. Magari è solo un momento no, ma che deve portare a delle riflessioni in casa Napoli: il dualismo è necessario o controproducente?

Nel calcio di oggi, il ruolo del portiere si è evoluto tantissimo. Non è più un uomo che deve solamente evitare di subire gol, ma in alcuni casi diventa un vero e proprio punto fondamentale nella costruzione del gioco, specie se si vuole partire dal basso. Dunque, oggi alcune squadre hanno il lusso di poter scegliere l’estremo difensore più adatto alla partita da giocare, cosa inimmaginabile in passato.

C’è da dire che quest’alternanza ha funzionato, in più di un’occasione chiunque si ritrovasse a difendere i pali ha fatto il suo dovere giocando bene. Nei tempi recenti, sembra però venir meno il rendimento di Meret, che prima di questo momento sembrava quasi impeccabile, quello che sembrava il portiere del futuro potrebbe diventare una meteora.

Va sottolineato che si tratta di un ragazzo ancora giovane e che ha gran parte della carriera davanti, quindi potrebbe trattarsi di un semplice periodo di adattamento a un nuovo modo di giocare richiesto da Gattuso.

Ma non dobbiamo sottovalutare la componente psicologica. Mettersi nei panni di Meret non è semplice, si parla di un portiere giovane che dall’essere al centro di un progetto si è trovato a lottare per avere il posto da titolare. Tra l’altro, questo è l’anno degli europei, e il Ct Mancini lo ha spesso convocato.

Al momento, questo posto non è garantito come in passato, perché non gioca più con continuità, ed altri portieri italiani come Cragno, Gollini e Silvestri, stanno dimostrando di valere, e l’escluso potrebbe essere proprio il portiere del Napoli.

Tra l’altro, l’estremo difensore non è inesperto, è alla sua terza stagione in maglia azzurra, quindi non si tratta di uno svampito.

Ora però, la palla passa al Napoli, perché la decisione può essere molto complicata: Meret è l’uomo su cui puntare per il futuro o una meteora? Nel primo caso, bisognerà scommettere fortemente su di lui e dargli più possibilità, specie in partite impegnative.

In caso contrario, non è da escludere l’ipotesi di cederlo. Continuare così sarebbe dannoso per il club e per il giocatore, il suo talento rischierebbe di sfumare. Il ragazzo fa gola e ha richieste di mercato anche da club importanti, monetizzare in questo momento sarebbe l’ideale per non compiere una minusvalenza.

Ipoteticamente, il dualismo potrebbe essere mantenuto acquistando un altro portiere giovane che avrà la possibilità di crescere sotto Ospina, perché interrompere l’alternanza acquistando un secondo sarebbe una scelta errata, visti i risultati che ha portato

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