Il Granada, una squadra da non sottovalutare

Può sembrare un sorteggio accomodato o di quelli che “poteva andare peggio”, nessuna delle due opzioni. Sarà il ritratto di una squadra insidiosa, molto sottovalutata dai radar internazionali e da non prendere sottogamba. L’urna di Nyon ha deciso: sarà Napoli-Granada. 

La squadra andalusa, di proprietà della famiglia Pozzo, è un piccolo miracolo del calcio spagnolo, non possiede una storia esaltante, ma negli ultimi anni ha avviato un nuovo progetto che l’ha portata dalla Segunda División spagnola alla prima qualificazione in Europa League della sua storia.

Attualmente occupano la settima posizione in Liga e sono reduci da un cammino europeo che li ha visti prima superare i preliminari, per poi arrivare secondi nel girone con Psv, Omonia e Paok Salonicco, nell’ultimo periodo hanno attraversato un calo dovuto anche a dei casi di Covid all’interno del gruppo squadra.

L’allenatore dei biancorossi è Diego Martínez, facente parte dello staff del Siviglia di Monchi ed Emery, è sicuramente uno che sa come affrontare questa competizione al meglio. Propone delle dinamiche tattiche molto interessanti. Il Granada non segna tantissimo, ma la squadra possiede una buona solidità. Hanno adottato due moduli su tutti: il 4-2-3-1 e il 4-1-4-1.

Uno dei punti di forza è il portoghese Rui Silva, ottimo portiere sul taccuino di vari club europei anche perché in scadenza di contratto. I difensori, Domingos Duarte e Germán Sánchez vantano un’ottima bravura sulle palle inattive, ma non sono irresistibili contro avversari molto tecnici, il Napoli potrà sfruttare questa caratteristica.

A dettare i tempi a centrocampo è Maxime Gonalons, vicinissimo a vestire la maglia azzurra nel 2014. Dopo la disastrosa esperienza con la Roma è approdato in Spagna divenendo titolare nel Granada dopo un anno al Siviglia dove ha giocato molto poco. Al suo fianco Luis Milla, proveniente dal Tenerife, lo aiuta in costruzione e man mano si afferma sempre di più come un buon centrocampista.

Una delle stelle della squadra è Yangel Herrera, classe ’98 venezuelano di proprietà del Manchester City, un calciatore molto completo, parecchio interessante ed abile a sfruttare gli inserimenti per andare in gol, non a caso, in questa stagione è andato in rete per ben sei volte, ottimo bottino per un centrocampista con le sue caratteristiche.

In attacco la squadra può vantare ben tre punte centrali, tutte valide e in grado di reggere la sfida europea. Il primo è Jorge Molina, classe ’82, ha la sua età ma non ha perso le capacità realizzative. Altro attaccante con notevole esperienza è Roberto Soldado, bomber del Valencia dei primi anni ’10, ha perso la lucidità dei tempi migliori ma rimane un calciatore da tenere sott’occhio. Più giovane è il colombiano Luis Suárez, omonimo del fuoriclasse uruguaiano, è veloce e potente, potrebbe essere lui il titolare nel confronto.

Sulle fasce la squadra può vantare di Puertas, Kenedy, e in particolare di Darwin Machís, ex Udinese. Non è più quello dell’esperienza friulana, è cresciuto, ed è ora un esterno molto veloce, potrebbe essere un grosso pericolo per la difesa partenopea.

Il Napoli, per provare a passare il turno, deve tentare di imporre il proprio gioco, basandosi in particolare sulle giocate dei singoli, infatti, gli avversari soffrono parecchio la tecnica e le giocate individuali, quindi va sfruttata la differenza tecnica. Mentre in fase difensiva, bisognerà prestare attenzione alle palle inattive e agli inserimenti di Herrera.

È chiaro che la partita non sarà facile, però va detto che il Napoli è più forte, e d’ora in poi non bisogna aspettarsi l’avversario “meno peggiore”, ma andare dritti per la propria strada, perché in Europa League nessuno regala nulla, ed ora non è il momento di fare calcoli, bisogna andare e portare a casa la qualificazione, perché è assolutamente alla portata.

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