Chi può essere il “numero 10” del Napoli?

Fonte foto: SSC Napoli

Una delle maggiori problematiche del Napoli è quella del trequartista, infatti, in quella posizione cruciale per lo sviluppo del gioco offensivo, sembra non esserci un vero e proprio uomo in grado di fare la differenza.

Gattuso ha provato Mertens, che sta attraversando delle difficoltà, e ultimamente Zieliński. Al momento manca una ricetta vincente, ma quale potrebbe essere?

Il mister ha a sua disposizione molte possibilità, anche insolite, per provare a riempire questo vuoto, che possa trattarsi di schierare un calciatore diverso o di modificare leggermente il gioco a seconda della pedina.

Bisogna premettere delle cose: il ruolo del trequartista è cambiato enormemente negli ultimi anni. Non è più colui a cui aggrappare tutto il peso della squadra, o di cui si spera la giocata vincente, quella che ti fa portare a casa le partite più difficili. Questo tipo di giocatore è facilmente contrastabile con i sistemi di gioco attuali, e schierarne uno simile sarebbe controproducente.

Oggi, vanno molto in voga i trequartisti atipici, supportati dall’evoluzione attuale del modo di giocare. Infatti, il ruolo non è altro che un numero, e i calciatori assumono diverse posizioni a seconda dei compiti a loro assegnati o del tipo di partita.

Un esempio può essere la posizione di Stanislav Lobotka nella difficile trasferta contro la Real Sociedad, la sua posizione di partenza più alta rispetto ai due mediani, ha permesso al Napoli di ripartire senza rimanere schiacciato dal gioco degli avversari. Dunque, i trequartisti sono anche ali, mezzali, seconde punte, ecc. Nei tempi più recenti, sta tornando in voga il trequartista classico, al quale però, non viene assegnata una posizione fissa, ed è libero di svariare per il campo. Le possibilità sono tante, starà a Gattuso scegliere la più adatta.

Nel Napoli, si è spesso visto la squadra scalare ad un 4-2-4 in fase offensiva, con Mertens che va ad agire da seconda punta al fianco di Osimhen, permettendo così al nigeriano di avere gli spazi necessari per innescare le sue falcate, e di conseguenza far ingranare l’11 azzurro. Le difficoltà sono emerse quando non è stata concessa la profondità al numero 9, di questo ne ha risentito tutta la squadra, soprattutto il folletto belga.

Visto ciò, Gattuso potrebbe pensare ad un sistema diverso, maggiormente verticale, in grado di sviluppare gioco nelle zone nevralgiche.

La carta migliore per questa ipotesi è certamente Piotr Zieliński. Il polacco è il calciatore con la maggior sensibilità nel tocco del pallone in rosa, dispone inoltre di giocate, ultimo passaggio, colpi balistici e di una buona progressione.

Potrebbe essere la chiave per completare il 4-2-3-1, e una sua eventuale posizione a tutto campo potrebbe dare filo da torcere agli avversari.

Assegnare un certo ruolo, potrebbe anche essere una buona idea per far esplodere definitivamente il numero 20, che si è spesso dimostrato discontinuo e vulnerabile alle pressioni. Un ruolo simile potrebbe solo fargli bene.

Tuttavia giocando così, converrebbe cambiare alcuni interpreti del centrocampo per assicurare una maggiore conduzione della palla, perciò uno tra Demme e Lobotka in mediana dovrebbe essere stabilmente essere visto in campo, se non entrambi.

Altro tentativo che può essere fatto, è dare fiducia a Eljif Elmas.

Arrivato nell’estate del 2019 dal Fenerbahçe per 16 milioni, ha vissuto una prima stagione nella quale è stato visto come un “diamante grezzo”, tanto bello quanto incompiuto, e questa stagione può essere molto importante per il giovane centrocampista nord macedone affinché possa mostrare il suo vero valore. Ha la capacità di ricoprire più ruoli a centrocampo, il che lo rende molto duttile e completo.

Schierare lui, significa avere la possibilità di poter fare determinate scelte tattiche, come interscambiarlo con Insigne o ancora con Zieliński se questo si posizionasse in mediana. Tale disposizione, darà meno punti di riferimento agli avversari, consentendo più di una soluzione e di non impantanarsi nella mossa dell’avversario qualora si trovassero difficoltà nel creare gioco.

Fabián Ruiz è forse il meno probabile, ma senza dubbio uno dei più intriganti. Dopo un inizio scoppiettante con la maglia partenopea, è pian piano calato, complice anche una posizione che ne limita le qualità.

Lo spagnolo sembra non avere una vera collocazione nel 4-2-3-1 e da mediano si è dimostrato spesso macchinoso. Un suo eventuale spostamento come centrocampista offensivo può ridargli vitalità e farlo tornare quel calciatore che sembrava destinato all’élite del calcio europeo.

Ancelotti a volte l’ha schierato come trequartista/seconda punta, posizione nella quale ha saputo dare prestazioni di qualità.

L’ex Betis, oltre a delle notevoli capacità tecniche e la possibilità di supportare Osimhen, può aggiungere quella fisicità che in determinate partite può dimostrarsi decisiva per conseguire il risultato. Merita più di un’attenzione, perché non è ancora considerabile un fuoriclasse sfumato.

In tutto questo, anche la perseveranza può essere la mossa giusta, e insistere su Mertens può portare i suoi frutti.

Il belga è sì in difficoltà in questa nuova posizione, ma si è sempre dimostrato dedito al sacrificio, alle varianti tattiche e a quel che gli hanno chiesto gli allenatori. Alla lunga può dimostrarsi una scelta azzeccata.

In tutto questo, può aiutare anche il calcio delle 5 sostituzioni, per permettere di utilizzare più di un giocatore, bisognerà trovare il giusto equilibrio e la scelta più congeniale al compimento di questo 4-2-3-1 che tanto ci sta facendo divertire, ma deve essere ancora perfezionato, per diventare una macchina da guerra in grado di mettere in difficoltà anche le squadre più forti.

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