Osimhen: Il Gazzellone si prende la scena

Fonte foto: SSC Napoli

Il Napoli vince e convince contro l’Atalanta e conferma il bilancio positivo di qualche settimana fa. 12 gol segnati, un solo gol subito – sul campo – e tutti gli attaccanti vanno in gol. Il reparto offensivo è davvero straordinario, e anche se il primo squillo è arrivato ieri, Victor Osimhen aveva già confermato l’attitudine da grande attaccante quale è, quella da giocatore straordinario; capace di adattarsi ad una nuova squadra dimostrandosi subito decisivo, anche senza segnare. E Gattuso questo glielo ha sempre riconosciuto.

Nella sopravvivenza il fattore più importante non è né la forza né l’intelligenza, bensì l’adattamento”

Questa frase di Charles Darwin è probabilmente lo specchio in cui Victor ogni giorno si specchia. Da sempre il suo spirito di adattamento mixato alla voglia di arrivare e al talento puro da rapace d’area di rigore, ne hanno marchiato la forza. Già al Lille dimostrò una facilità nell’adattarsi alle mille situazioni possibili e subito riuscì a mettersi in mostra e così anche al Napoli.

Tutto parte da Castel di Sangro, Victor arriva dal campionato francese e subito inizia a fare gruppo, parla tanto con Gattuso, che gli fa da padre; nello spogliatoio Mertens e Koulibaly gli fanno da fratelli maggiori, tutti gli vogliono bene. Con lui il gruppo dapprima forte si consolida; è un portento, il giusto connubio di simpatia e voglia di fare. Nelle amichevoli è incontenibile subito si adatta agli schemi, talvolta rompendoli con la sua forza fisica. In poco tempo in lui si creano diverse aspettative.

A Parma non viene schierato titolare, Gattuso vuole tenersi il suo Jolly per un momento difficile. Così nel secondo di Parma subentra ed è già decisivo. Non segna, questo è vero, ma i gol dei compagni sono sicuramente merito suo. Per i compagni infatti apre gli spazzi e crea occasioni ogni qualvolta la palla gli viene passata. Victor è già l’idolo della città. Una settimana dopo al San Paolo arriva il Genoa, il 9 azzurro è titolare. Contro i rosso blu la rete non arriva, ma ancora una volta dimostra che il suo adattamento è quasi completato.

Uno dei frame che restano impressi a noi tutti nella mente

è sicuramente l’assist di tacco che impreziosisce l’azione da grande squadra che porta al gol Zielinski. Poi l’isolamento. In ritiro l’aria all’esterno è pesante le verità non dette sono tante, ma all’interno il buon umore lo porta Victor. Il golden boy accoglie alla grande Bakayoko e ne approfitta per consolidare il suo rapporto con gli altri compagni. Dopo due settimane di ritiro ritorna il campo, e la scena se la prende lui: il gazzellone azzurro.

Ci mette 43 minuti, il tempo di aiutare Lozano e Politano a segnare grazie alle sue cavalcate per provare a creare azioni ma soprattutto i salti per prendere ogni pallone, girarsi e trovarsi di fronte a Sportiello per segnare.

Poi il tripudio, una città intera esplode di gioia per lui e con lui, finalmente si è sbloccato il Gazzellone: l’adattamento è finito, ora inizia la stagione di Victor Osimhen.