Per una Serie A che riparte, c’è un Covid che non si è mai fermato

Il campionato di Serie A è appena iniziato, con l’entusiasmo solito di inizio stagione e la voglia di tornare a godersi un match con i propri amici sul divano di casa. Le condizioni per ripartire sembravano delinare un ritorno alla normalità che tanto aspettava il tifoso medio per tornare a tifare allo stadio.

Il Covid-19 sembrava aver interrotto la propria marcia e placato l’ira funesta dei primi mesi difficilissimi di chiusura totale in Italia e in Europa. Al momento si registra la fatidica seconda ondata, diversamente deleteria dalla prima in quanto manifestatasi tramite tanti asintomatici: dilaga tra i club di A(in particolar modo il Genoa) e pone quesiti irrisolti all’interno della Lega Calcio. Continuare o fermare? L’enigma si infittisce giorno dopo giorno, a causa di notizie e aggiornamenti mai rassicuranti.

Se la fine sembrava essere vicina qualche settimana fa, ad oggi si registra un nuovo inizio. Una catena di montaggio che non si è mai fermata e ha continuato ad attaccare senza sosta e in silenzio. Il Napoli attende, con ansia e tanta preoccupazione, l’esito del secondo tampone post Napoli-Genoa. Poi seguirà un terzo alla vigilia del big match di di domenica sera contro la Juventus, una gara che sa sempre di scudetto.

Continui sono e saranno i contatti tra staff, calciatori e medico sociale: simbolo di incertezza e frenesia di un ambiente che sa di poter mettere in pericolo anche le proprie famiglie, i propri figli in primis. Una presa di posizione dovrà essere presa, soprattutto per fermare un flusso continuo di un virus che si è evoluto ma non ha mai mollato la presa.

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