Lo sapevi che? La trattativa che portò Cavani al Napoli fu una vera e propria odissea!

Era il 14 luglio del 2010 e su tutti i giornali veniva annunciato il colpo di quell’estate azzurra. A Napoli arriva dal Palermo, Edinson Cavani. L’allora direttore sportivo del Napoli, Bigon, lavorò incessantemente in quei giorni proprio con Walter Sabatini per strappargli le cifre dell’accordo. Successivamente, il pallino del gioco finì nelle mani del presidente De Laurentiis che si accordò alla fine con Zamparini per chiudere un affare da 17 milioni di euro. Il vero problema però fu far firmare il contratto proprio a Cavani, operazione che si rivelò una vera e propria odissea! Il contratto, non firmato, viene mandato in Argentina nell’ufficio dell’agente di Edi, Triulzi. L’attaccante però non era lì con lui ma a Salto in Uruguay (sua città nativa) che si trova ad oltre 500 km da Buenos Aires. Triulzi e i suoi collaboratori si mettono subito in viaggio ma proprio al confine, ritrovano una pazzesca protesta degli ambientalisti. Dopo una trattativa estenuante e dopo aver atteso quasi 6 ore, l’agente riesce a passare e ad arrivare finalmente a casa del Matador. Cavani, tornato a casa dopo la caccia, firma finalmente il famigerato contratto e tutto pare concludersi finalmente per il meglio. Il fax dell’agente dell’uruguayano però si rompe e quindi verrà spedito solo in un secondo momento al ritiro del Napoli di Folgarida. Anche li, nel primo hotel, la cartuccia finisce e solo nel secondo finalmente il tanto agognato contratto con sopra apposta la firma del Matador arriva nelle mani di Aurelio De Laurentiis. Il contratto originale venne messo in valigia da Micheli in Argentina, nel ristorante la Brigada famoso per essere pieno zeppo di foto e autografi di Diego Armando Maradona.