Cinque argentini che hanno lasciato il segno a Napoli

Napoli e Argentina sono indubbiamente unite da un legame indissolubile, che parte dal modo di vivere del popolo e che arriva al calcio, fondamentale gancio tra i due luoghi.

Di argentini qui ne sono passati, Napoli per loro è quasi come una seconda casa. Molti hanno lasciato un segno positivo, altri meno e altri non sono riusciti a esprimersi al meglio.
Ecco quindi una lista di quattro giocatori argentini, più uno di “bonus”, che a modo loro hanno contribuito alla storia del club partenopeo.

DIEGO ARMANDO MARADONA – Non si può che partire dal Re, da colui che ha reso vincente Napoli e che ancora oggi ne è uno dei più grandi tifosi. Il Pibe de Oro è l’intoccabile, l’irraggiungibile, il giocatore che è riuscito a portare sul tetto d’Italia e d’Europa una città simile a quelle dove aveva passato la sua infanzia in Argentina. Maradona è il simbolo dell’asse tra il capoluogo campano e il paese sudamericano e, proprio grazie a lui, il Napoli può vantare un buon seguito oltreoceano, mentre l’Argentina ha molti tifosi “acquisiti” sotto l’ombra del Vesuvio.

EZEQUIEL LAVEZZI – A proposito di Maradona, uno dei giocatori che più ha riportato alla mente il 10 per eccellenza è stato Ezequiel Lavezzi. El Pocho, arrivato dopo il ritorno in Serie A del Napoli nel 2007, ha subito fatto sognare il pubblico con una tripletta realizzata ai danni del Pisa in Coppa Italia alla sua seconda presenza in azzurro. A rendere ancora più speciali quei tre gol fu il fatto che nessun giocatore del Napoli, da addirittura quattordici anni, riusciva in questa impresa. Il popolo napoletano capì subito di trovarsi davanti a qualcosa di speciale.
Ezequiel, con il passare degli anni, è riuscito a far innamorare tutti di sé, dagli adulti che nella sua esplosività vedevano gesta simili a quelle di Diego, ai più piccoli che sognavano di essere come lui un giorno.
Ancora oggi è uno dei giocatori più amati dalla piazza, che non ha dimenticato l’onore e il rispetto con il quale Lavezzi ha vestito la maglia del Napoli.

JOSÉ LUIS CALDERÓN – Probabilmente non noto a tutti, ma per la cifra spesa all’epoca dovrebbe essere ancora oggi sulla bocca di tutti. José Luis Calderón fu acquistato dall’Indipendiente per 7 miliardi e mezzo di lire nel 1997 e si presentò ai tifosi partenopei con un grande obiettivo: “Se Angelillo in Italia ha segnato 33 gol, io ne farò di più”.
Solo con queste parole, la dirigenza azzurra e i tifosi erano convinti di trovarsi davanti a un giocatore che avrebbe fatto faville con la maglia del Napoli, ma sfortunatamente non fu affatto così.
Quella stagione il Napoli fu un disastro, molti cambi in panchina e una rosa non all’altezza portarono inevitabilmente il club alla retrocessione in Serie B. L’attaccante argentino, che nell’ultima stagione in patria aveva collezionato la bellezza di 31 reti, vide il campo per sole sei volte senza andare mai vicino al gol e venne addirittura venduto a gennaio per 2 miliardi di lire, cifra molto inferiore a quella spesa solo pochi mesi prima. Calderón è stato sicuramente uno dei più grandi “flop” della storia azzurra.

NICOLAS NAVARRO – In Argentina si parlava molto di questo giovane portiere molto promettente dell’Argentinos Juniors, Nicolas Navarro. Nel 2008, prima del torneo di Clausura del campionato argentino, il Napoli riesce a battere la concorrenza di molti altri club europei portandosi a casa l’allora ventitreenne come acquisto invernale.
Partendo come terzo portiere, riesce a mettersi in mostra a maggio – grazie anche ad alcune complicazioni del titolare Gennaro Iezzo – e a giocare le sue prime partite in Serie A, impressionando in modo positivo Edy Reja e il pubblico napoletano, che vede nel giovane portiere una speranza per il futuro.
La stagione successiva sarebbe potuta essere quella della consacrazione per Navarro, che a metà stagione diventa il titolare fisso in seguito ad un altro infortunio di Gennaro Iezzo.
Le cose però non vanno come tutti si aspettano e il portiere si rende protagonista di innumerevoli papere che portano sconfitte poi decisive per l’esonero di Edy Reja.
Complice anche la sua vida loca al di fuori del rettangolo verde, il Napoli decide di mandare via Nicolas Navarro, che ha quindi deluso le aspettative.

Dopo due campioni come Maradona e Lavezzi e due delusioni come Calderón e Navarro, è arrivato il turno del giocatore “bonus” che ha lasciato il segno a modo suo, con alcuni tifosi che ancora oggi lo ricordano con piacere e altri che non hanno ancora digerito il suo addio.

GONZALO HIGUAIN – Di lui se ne sono dette di tutti i colori in questi anni, dopo che nel 2016 è passato dal Napoli alla Juventus lasciando tutti senza parole. La storia di Gonzalo Higuain la sa chiunque, il rapporto che c’era con il pubblico napoletano era qualcosa di speciale, tanto unico che nessuno mai avrebbe pensato ad un finale così catastrofico.
Di certo il trentaduenne è uno degli attaccanti più forti, se non il più forte che abbia vestito la maglia azzurra negli ultimi anni e tutti ricordano le sue reti, soprattutto le trentasei in campionato nella sua ultima stagione al San Paolo, quella appunto del record.
Ancora oggi c’è chi sogna il ritorno di quel giocatore che riusciva a farti partire sull’1-0, mentre altri non hanno ancora digerito quello che, a detta di molti, è stato un tradimento, proprio come in una storia d’amore.
Di sicuro, il Pipita ha lasciato il segno per tanti motivi, buoni o “cattivi” che siano.