De Magistris, l’appello sui social: “Dal 4 maggio ricominceremo a respirare ma non è ancora finita”

Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, durante la conferenza stampa , oggi 30 giungo 2011 nella sede del comune di Palazzo San Giacomo, di presentazione del bilancio. ''Ci aspettavamo che il governo facesse qualcosa per Napoli e non lo ha fatto. Il decreto e' deludente e pilatesco''. Questo il commento del sindaco di Napoli Luigi De Magistris sul decreto rifiuti varato oggi dal Consiglio dei Ministri. ''Il decreto - ha detto De Magistris nel corso di una conferenza stampa in cui ha illustrato la delibera sul bilancio - serviva perche' qui abbiamo un'urgenza: ma cosi' non la risolve''. ANSA / CIRO FUSCO

Luigi De Magistris, primo cittadino di Napoli, ha più volte esternato la propria vicinanza al popolo partenopeo visti i sacrifici dovuti all’emergenza Coronavirus. Terminata la prima fase, sul proprio profilo Facebook, scrive un appello importante riguardo la seconda:

“Sono due mesi che noi napoletani, come la maggior parte degli italiani, stiamo facendo sacrifici, mai immaginabili prima, per salvare la salute nostra, delle persone care e del prossimo. I nostri sacrifici e la nostra responsabilità, maturità e il rispetto delle prescrizioni di cautela, sono stati determinanti per arginare l’avanzata del terribile virus.

Purtroppo il virus è stato indebolito ma non ancora sconfitto. Non abbiamo ancora vinto la guerra alla pandemia. Grazie ai nostri comportamenti pazienti e virtuosi si avvicina la cosiddetta fase 2.

Badate bene, ciò non significa affatto ritorno alla vita di prima. Ci vuole, purtroppo, ancora tempo per ritornare ad abbracciarci tutti, a vivere quel senso di mescolanza che tanto ci manca.

Da lunedì 4 maggio si può ricominciare a respirare, ad intravedere la luce fuori dal tunnel dell’incubo. È fondamentale non rendere vano l’immenso lavoro che abbiamo fatto fino ad ora. Lo dobbiamo soprattutto ai medici, agli infermieri, al personale sanitario tutto, ai pazienti, alla memoria dei morti.

Violare le prescrizioni sanitarie, uscire come se nulla fosse, non rispettare la distanza di sicurezza, non indossare la mascherina quando necessario, significa buttare a mare, come diciamo noi, tutto quello che di straordinariamente decisivo è stato fatto sinora. La nostra città ha dato un grande esempio di maturità fino a questo momento, ma ci vuole ancora pazienza, forza e coraggio per vincere prima la guerra e rivivere al più presto il gusto semplice e gioioso della libertà”.

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