Jovic e Ninkovic smentiscono le accuse: “Stiamo rispettando la quarantena”

Jovic e Ninkovic, rispettivamente due calciatori serbi militanti nel Real Madrid e nell’Ascoli, stamattina sono stati accusati di aver violato l’obbligo dell’auto-isolamento dopo essere tornati in Serbia, e per questo motivo successivamente denunciati dalle forze dell’ordine. I due giocatori, però, sembrano essere quasi all’oscuro dell’intera vicenda, intanto l’Ascoli ha poco fa diramato un comunicato, che riporta le parole di Ninkovic: “Sono con la mia famiglia, non è successo assolutamente nulla di quanto riportato dai media. Sono a casa per il periodo di quarantena necessaria per chi rientra dall’Italia”. Seguito poi da un post di Jovic che sul suo profilo Instagram ha dichiarato: “Sono davvero triste di essere stato il tema principale in questi ultimi giorni in questi tempi complicati per tutti, specialmente per gli eroi che sono i medici e tutto il personale medico. Il tampone fatto in Spagna mi ha dato risultato negativo, quindi, in accordo con il mio club, ho deciso di fare ritorno in Serbia per essere vicino alla mia famiglia e alla mia gente. Quando sono arrivato a casa mi sono di nuovo sottoposto a tampone, ancora una volta negativo. Mi spiace per chi non svolge correttamente il proprio lavoro, dando informazioni sbagliate sul mio conto. Forza Serbia, restiamo uniti”.

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