Notti magiche, inseguendo un gol…

La notte delle stelle è giunta. Questa sera al San Paolo va in onda uno degli spettacoli più attesi degli ultimi mesi a Napoli: nello stadio di Fuorigrotta si disputerà il match per gli ottavi di finale di Champions League, Napoli-Barcellona.

Questa è una di quelle sere in cui tutti vorrebbero esserci, in campo e tra gli spalti, una di quelle sere che gli amanti di questo sport, ma anche del Napoli, sognano tutte le sere. Per la prima volta al San Paolo ci sarà il Barcellona, impensabile negli anni bui della Serie C. Ma il Napoli ha meritato queste sfide, ha risalito la china combattendo e sudando sul campo. Da ormai 13 anni stabilmente in A, gli azzurri sono arrivati fino a lottare per lo Scudetto, fino alla Champions League, fino a queste notti magiche. E per chi è nato in passato, chi ha vissuto gli anni di Maradona e poi gli anni del fallimento, queste notti avevano il sapore di utopia. Ma ora è tutto realtà, il Napoli sfiderà una delle squadre più forti al mondo da sempre e lo dovrà fare senza paura, con tutta la grinta di questo mondo.

Oltre al Barcellona, per la prima volta al San Paolo scenderà in campo “l’erede di Diego Armando Maradona”, Lionel Messi. Colui che ha vinto 6 palloni d’oro ed è definito dalla maggior parte dei critici, il migliore al mondo attualmente insieme a CR7. Un altro argentino che scenderà le scale del tempio partenopeo, anche se da avversario, e chissà se alla Pulce non verrà voglia di ripercorrere le orme del più grande della storia, di suo padre calcistico, del suo idolo…

La squadra di Gennaro Gattuso dovrà scendere in campo convinta dei propri mezzi, senza avere timore dei mostri blaugrana. Ringhio è stato molto bravo in questi mesi di lavoro nel restituire un’identità agli azzurri e dovrà essere altrettanto bravo a far scendere in campo, contro il Barça, una squadra con la cattiveria giusta per poter vincere. È da lui specialmente, abituato a queste sfide, campione di tutto con il Milan e con la Nazionale, ci si aspetta l’esperienza per affrontare al meglio questa magica sfida. Gli azzurri non hanno l’obbligo di vincere, ma sicuramente l’obbligo di provarci.

Questa volta l’imperativo non è vincere, ma divertire.

Senza paura, a testa alta. Sempre.

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