Questa Coppa Italia fa morire la passione

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No, non è uno scherzo. Napoli-Perugia, in programma per gli ottavi di finale di Coppa Italia, si giocherà oggi alle 15. E no, tranquillizzatevi. Stamattina non vi siete svegliati inutilmente per andare a lavoro: è davvero un normale mercoledì non festivo di gennaio e si gioca inspiegabilmente di pomeriggio.

Questa mattina il quotidiano partenopeo “Il Mattino” ha giustamente sottolineato che la partita si giocherà in un deserto (clicca qui per approfondire). E ci mancherebbe. Non è la prima volta che la Lega di A si impegna così tanto per sfavorire i tifosi nel seguire la propria squadra del cuore. Non è da dimenticare per esempio l’inspiegabile eliminazione del Boxing Day, riadattamento al modello anglosassone che era andato alla grande nella scorsa stagione, garantendo, durante le vacanze natalizie, un maggiore affluenza negli stadi.

Oltre ad essere inutile e deleterio, un orario del genere, ed è questa la cosa più grave, presuppone e trasmette un’idea di Coppa Italia velleitaria, buttati lì giusto per riempire il palinsesto RAI. Al contrario dei paesi esteri, noi sappiamo come mortificarci da soli. In Inghilterra, per esempio, la magia della FA Cup, dove si scontrano tra loro squadre più e meno blasonate, fa rimandare addirittura la Premier League. E sì, il campionato più ricco e appassionante del mondo viene rimandato a causa della coppa nazionale.

Saranno proprio matti questi inglesi. Poi però, basta documentarsi e si nota come la Copa Del Rey spagnola abbia un meccanismo pressoché identico. Senza voler poi citare competizioni come Scottish Cup, in cui non ci sono teste di serie, e Coupe de France, in cui se ci sono due categorie di differenza tra le due sfidanti la più forte gioca automaticamente in trasferta, che occupano il week-end dal venerdì alla domenica, secondo scaglionamenti precisi.

Tutte queste coppe nazionali hanno delle costanti: squadra piccole che giocano in casa (pensate che bello se i perugini avessero potuto godere di una grande squadra come il Napoli tra le proprie mura) per avvicinare i loro tifosi al top del calcio europeo, stadi pieni, ma soprattutto: passione, divertimento, festa. Esattamente ciò che manca al nostro calcio: dovremmo capire che la fede messa alla prova resiste, ma se perseguitata prima o poi crolla. Quindi no, non stupitevi se oggi il San Paolo sarà deserto. Questo risultato è anche troppo.