Il Mattino: “C’è anche un club italiano su Insigne. Offerti 40 milioni e una contropartita”

Neanche un minuto: Insigne è rimasto in panchina tutta la partita contro l’ Atalanta. Ancelotti ha preferito mandare in campo per l’ assalto finale Younes e Verdi lasciando fuori il capitano. Il segnale di una rottura? Il tecnico lo esclude nel post partita. «Ha giocato la settimana scorsa tre partite, le due con l’ Arsenal e quella con il Chievo: avevo la possibilità di ruotarlo per evitargli problemi: ha recuperato e sarà pronto per le prossime», ha spiegato Ancelotti in conferenza collegando la sua scelta solo a una motivazione legata alla condizione atletica di Lorenzo.

Ha escluso altre motivazioni e non ha fatto nessun collegamento all’ episodio contro l’ Arsenal, quando Insigne dopo i fischi del pubblico venne sostituito e si avvicinò all’ allenatore dicendogli qualcosa prima di sedersi in panchina. «La scelta non è collegata ai fischi dell’ Arsenal: Insigne mentalmente si è allenato bene questa settimana: erano un po’ tutti stanchi e avevamo possibilità di alternarlo: l’ ho fatto con Mertens che ha giocato un’ ottima partita. Così non l’ ho voluto rischiare».

L’ ESCLUSIONE Ancelotti getta acqua sul fuoco ma quello di Insigne ora rischia di diventare un caso in questo finale di stagione, dopo la frattura registrata durante la partita di ritorno di Europa League contro i Gunners con parte dello stadio che l’ ha fischiato al momento del cambio con Younes. «Insigne è un patrimonio importante per la società, deve riprendersi e tornare ai suoi livelli. Tutti noi l’ aspettiamo», ha aggiunto il tecnico confermando di puntare sul capitano a cominciare dalla partita di Frosinone. Intanto, contro l’ Atalanta è rimasto fuori anche nella parte finale quando sarebbe potuto tornare utile per dare una mano ai compagni nel momento in cui c’ era da recuperare il risultato.

IL FUTURO Uno dei momenti più difficili da quando Insigne è a Napoli, forse il più difficile in assoluto, con la possibilità di un suo addio a fine stagione che prende sempre più corpo. Un 2019 negativo per Lorenzo che è calato di rendimento rispetto alla stagione precedente segnando solo tre gol, i due in campionato con Sampdoria e Sassuolo e quello in Europa League a Zurigo. Poi è rimasto fuori un mese per infortunio muscolare e al rientro nelle ultime tre partite ha giocato al di sotto del suo standard. Contro l’ Arsenal ha festeggiato le 300 partite in maglia azzurra in un periodo no e con tante ombre che si allungano sul suo futuro. Anche se Lorenzo è ancora sotto contratto fino al 2022 il suo futuro a Napoli è tutt’ altro che scontato.

Il Milan avrebbe già cominciato il pressing per arrivare al capitano azzurro (sarebbe pronto a un’ offerta di 40 miloni più Suso) e sullo sfondo restano aperte diverse soluzioni all’ estero: decisivo sarà il ruolo del suo manager Raiola cha a breve dovrà incontrarsi con il ds azzuro Giuntoli e il presidente De Laurentiis per fare il punto della situazione. Lorenzo sta vivendo con grande amarezza questa fase e da qui i dubbi sul suo futuro. Situazione da monitorare in questo mese di maggio, prima del calcio mercato che aprirà a giugno. Per De Laurentiis finora Insigne è stato sempre incedibile e con una valutazione di cento milioni. Una trattativa, quindi che potrebbe aprirsi solo di fronte a un’ offerta particolarmente significativa.

Il Mattino