Una vittoria firmata Carlo Ancelotti

Quella di stasera contro il Milan è una partita che difficilmente si dimenticherà. Una saturday night firmato Carlo Ancelotti.

Due volte sotto, con due gol spettacolari di Bonaventura e Calabria che, pareva, avessero chiuso la pratica e l’entusiasmo dei napoletani.
Si sbagliavano, perché in panchina c’è qualcuno che di rimonte ne sa qualcosa (in negativo è positivo), così ha trasmesso ai suoi ragazzi la giusta pazienza, quel marchio di fabbrica che qualcuno affibbiava come difetto, per cadere e ripartire ancora più forti.
Zielinski e ancora Zielinski con due colpi da biliardo fuori area che hanno fatto tribolare gli equilibri difensivi della giovane difesa milanista, poi con l’entrata micidiale di Mertens, gli azzurri hanno chiuso la pratica

. Sicuramente ciò che più ha stupito è stata la calma e la gestione, condita dalla concentrazione fino alla fine. Una crescita importante, qui si vede subito la mano di Ancelotti che predilige la praticità ad un gioco raffinato.
Spazzare, la parola magica che ha permesso alla squadra di fare quel salto in avanti, perché così che le grandi squadre hanno portato negli anni a casa i risultati. Carlo lo sa, ne fa tesoro delle esperienze.
L’intelligenza, poi, nel secondo tempo di cambiare più volte schemi di gioco (guai a chiamarli moduli), hanno messo in difficoltà Gattuso che non ha saputo, da allievo ancelottiano, rispondere ai suoi attacchi e lo scacco matto l’ha fatto quel signore che ha scelto Napoli per stimolo.

I partenopei hanno superato due scogli difficilissimi, vincere aiuta a vincere.
Un concentrato di autostima che non farà dire la parola “fine” facilmente.
Il ciuccio si ferisce, ma non muore.