Repubblica: “Abbonamenti, possibile decisione drastica”

Rottura totale sullo stadio tra Comune e Napoli, con la società azzurra che è pronta a bloccare la campagna abbonamenti per i ritardi nell’ avvio dei lavori. Atteggiamento che non piace all’ assessore comunale alla Sport, Ciro Borriello, che avvisa: «Il presidente Aurelio De Laurentis si è rifiutato di firmare la convenzione che prevedeva un canone molto basso, di 750 mila euro l’ anno, per l’ uso dello stadio, e quindi il 23 agosto invieremo la notifica al Napoli calcio per l’ affitto della singola partita, al costo di circa 10 mila euro più il 10 percento dell’ incasso. Il Napoli affittando l’ impianto per singole partite spenderà molto di più: se pesca il Real Madrid in Champions e incassa 4 milioni, ad esempio, ci darà 400 mila euro per una sola gara » .

Sono le conseguenze della sfuriata del patron azzurro che mercoledì è andato via dal sopralluogo organizzato al San Paolo sbottando contro i lavori per la nuova pista di atletica, senza neanche fermarsi a parlare con i rappresentanti del Comune. In realtà il Napoli non dubita che la sfida col Milan si giochi a Fuorigrotta. Ed è sicuro che il materiale di risulta per la sostituzione della pista d’ atletica sarà rimosso in tempo utile, ma De Laurentiis ha perso le staffe per ritardi dell’ opera rispetto a quanto comunicato dal Comune che aveva annunciato l’ avvio entro la prima settimana di giugno. Il cantiere per la pista, invece, è partito soltanto il 26 luglio, a un mese dal debutto casalingo contro i rossoneri dei grandi ex Higuain e Reina, previsto per sabato 25 agosto alle 20.30. Il Napoli non ha gradito neanche l’ incertezza sugli altri interventi da effettuare in vista delle Universiadi. Il principale riguarda la sostituzione di tutti i sediolini dell’ impianto – che rispetteranno le prescrizioni Uefa e saranno azzurri – per i quali non ci sono ancora tempi definiti.

Disagi che potrebbero spingere il Napoli a rinunciare alla campagna abbonamenti. La società azzurra non ha certezze in merito alla capienza e non potrà garantire ai fedelissimi il posto per le 19 gare interne di campionato. La decisione sarà ufficializzata a breve e rappresenterebbe un grosso problema per gli appassionati (nella stagione 2017/2018 sono stati circa 6 mila) che acquistano a scatola chiusa tutti i match a Fuorigrotta. L’ impossibilità di sottoscrivere la tessera sarebbe un precedente unico nella storia azzurra anche se durante la gestione De Laurentiis gli abbonamenti non sono stati mai al centro del progetto. Ma Borriello ribadisce che non ci saranno problemi per l’ agibilità del San Paolo: « I lavori per le Universiadi durano 150 giorni, De Laurentiis lo ha sempre saputo ma sa anche che garantiremo la fruibilità piena dello stadio » . L’ assessore della giunta di Luigi de Magistris sottolinea che se si andrà a un contenzioso « difficilmente potranno essere riconosciute vecchie partite economiche, visto che siamo un ente in predissesto». Borriello ricostruisce così quanto avvenuto mercoledì: « Attendevamo De Laurentiis allo stadio ma ci siamo solo sfiorati, è entrato da un altro ingresso, ha visto il campo con le ruspe che stavano scorticando la pista di atletica ed è andato via. Non ci si comporta così. La pista da lui è stata sempre pesantemente oltraggiata, si lamentava della brutta vista, ma per le partite ci si mettono dei teloni, non si vede il lavoro che c’ è sotto. Noi siamo stati molto disponibili, anche sull’ ordine della sostituzione dei sediolini, rinviando quelli dei distinti che il club afferma di vendere in massa » . Va giù duro anche il capo di gabinetto Attilio Auricchio, intervenuto a Marte Sport Live: «Le preoccupazioni di ieri sulle condizioni del San Paolo le rimetto tra le tradizionali boutade che annualmente ci propina il presidente del Napoli. La dirigenza azzurra è perfettamente informata dello stato dei lavori, che si stanno svolgendo secondo il cronoprogramma concordato. I lavori stanno interessando la pista d’ atletica, non il campo, per cui si tratta di una polemica assolutamente inutile, agostana. Ci sono 25 operai di una ditta bergamasca che stanno lavorando duramente sotto il sole conclude Auricchio – bisogna rispettare il loro lavoro e quello che è l’ interesse pubblico: entro il 25 agosto tutti i cumuli saranno rimossi ».