Repubblica: “Ronaldo alla Juve è un affare… per il Napoli! Tanti grattacapi per i bianconeri”

Come una ruota della fortuna, quella di Ronaldo gira tutta in favore del Napoli. Il primo effetto: disperde la parola scudetto, ne attenua l’ attesa, si sa bene che il Napoli potrà anche vincerlo con Ancelotti, ma termina una ossessione.

Un acquisto cosi impegnativo debilita la grande rivale del Napoli: la Juve si agita ora nel marketing, sta per cedere pezzi importanti, scarica Higuain che chiede un risarcimento quasi avesse fallito solo lui due Champions, liquida giovani di valore come Rugani, per far cassa, teme che gli altri giocatori si sentano oscurati, in un calo collettivo di responsabilità. È una prospettiva remota, ma razionale, in attesa che si spengano i clamori a Torino. Il terzo effetto lo fa esplodere De Laurentiis, rivelando quello che i tifosi non potevano immaginare. Jorge Mendes, l’ex bancario che sposta anche i miti fra club, una potenza assoluta, è amico del Napoli. Aveva offerto Ronaldo agli azzurri prima che alla Juve. Che Mendes sia attratto dalla pastosa comunicativa di De Laurentiis, gentile e persino simpatico quando vuole, è dimostrato dall’arrivo di Fabian Ruiz. È già un protagonista. Un gigante del centrocampo. Mendes aveva pensato al Napoli immaginando una quotidiana Piedigrotta, con l’arrivo del più elegante bomber europeo. Lo stesso Ronaldo, già d’accordo, sperava di resistere meglio al suo tramonto nell’atmosfera eccitante della città, nelle suggestioni lasciate da Maradona, dal folklore avvolgente che tutti gli stranieri attribuiscono a Napoli.

De Laurentiis con l’ultima rivelazione ha eliminato molti dubbi di soggezione, attenuato la sindrome Juve, l’idea di un club onnipotente che possa decidere dai suoi vertici i destini delle partite, degli scudetti, degli affari di mercato. Il Napoli ha ragionato con la responsabile fermezza di chi crede nella pulizia del bilancio, come base dei successi tecnici. Né ha dimenticato che il suo fatturato va verso i duecento milioni, la metà della Juve. L’hanno capito anche i tifosi, orgogliosi di aver accolto il più grande giocatore di tutti i tempi nel 1984, ma quando Diego aveva solo 24 anni ed era carico di futuro. Legittimi anche i progetti della Juve, che si espone per un 33enne, avendo la Champions al centro delle sue angosce. Con un potenziale largamente superiore di introiti per la sua maestosa organizzazione societaria.

Il Napoli ha saggiamente osservato che finora è il club europeo con la più veloce crescita negli ultimi dieci anni, grazie all’equilibrio tra investimenti e ricavi. Non poteva snaturarsi. I fuochi di Torino accendono però anche il Napoli. De Laurentiis riparla infatti dello stadio. Trentamila posti. In un teatro che è un’arena. Rilancia il tema per scuotere l’ambiente. Vuol recuperare il rapporto con la Regione, svaniti gli annunci del sindaco, lanciati fin dalla prima campagna elettorale. Niente appare più longevo del degradato San Paolo, ma qualcosa dovrà muoversi. Probabile un villaggio dello sport fuori città. È di questo ore il ritorno di intramontabile amico del Napoli, Edy Reja. Sarà direttore del settore giovanile. De Laurentiis è più motivato degli anni scorsi, non si stacca da Dimaro e da Ancelotti, vuole che gli racconti tutto dei grandi club, dal Real Madrid al Bayern. Parlano anche di mercato. Il nuovo gioco comprime gli spazi al malinconico Calleion che stenta nel convergere al centro, e non trova più libertà a destra quando tutto l’azione si svolgeva a sinistra. Nostalgia di Sarri? Il Napoli ha intanto alzato una barriera con il Chelsea. Una serie di ferree clausole per impedire che altri seguissero Jorghino a Londra. Sarri è fuggito a Londra, ma non porterà via l’argenteria.

Fonte: Repubblica

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