Venticinque milioni che pesano, ma il recente passato insegna che Meret è un rischio che ‘vale’

Manca soltanto l’ufficialità, ma i dubbi su chi sarà, anzi viene da dire saranno, gli eredi di Pepe Reina tra i pali del Napoli sono ormai sciolti da giorni: i Pozzo sono pronti ad impacchettare il duo Meret-Karnezis per spedirlo all’ombra del Vesuvio in cambio di 27,5 milioni di euro. Un grande rischio penseranno gli scettici, un bidone penserà chi si aspettava un grande nome tra i pali dopo l’arrivo di Ancelotti, e storcerà il naso chi guarderà in casa Juve, con gli acerrimi rivali bianconeri che si sono assicurati come post-Buffon il più esperto Perin per ‘soli’ 15 milioni.

La verità è che le ragioni che si celano dietro la cifra (apparentemente) elevata spesa dagli azzurri per acquistare un ragazzo che in Serie A si è visto solo 13 volte vanno analizzate a fondo, soffermandoci a ricordare e a riflettere un attimo sulla situazione portieri vissuta in casa Napoli dall’arrivo di Benítez sulla panchina partenopea.

Dopo il primo addio di Pepe Reina, gli anni della titolarità di Rafael coaudivato successivamente dal milanista Gabriel faranno rievocare ricordi tutt’altro che piacevoli alla tifoseria partenopea. Sappiamo tutti come è finita, con il duo brasiliano finito per più di un occasione sul banco degli imputati per prestazioni non all’altezza. Lo spagnolo fu poi richiamato d’urgenza dal Bayern per ridare fiducia ad un reparto in cui serviva come il pane avere una figura di livello. “Ciao Baviera, il Napoli è come me” si lasciò sfuggire Pepe al suo secondo sbarco a Napoli, nell’estate del 2015, quando decise di riprendere le redini della linea difensiva azzurra e rivestire il mantello di Superman, questa volta agli ordini di Sarri.

Problema risolto? Non del tutto, con errori tecnici e punti sulla coscienza del portiere ex Liverpool e Bayern che non sono mancati, che forse sono addirittura stati troppi per uno con il suo palmares, tanto da far diventare il giudizio di ‘uomo spogliatoio, grande carisma ma non impeccabile tra i pali’ leitmotiv di tutta la tifoseria partenopea. Pepe ci ha lasciato senza fare nemmeno troppo rumore, con un trasferimento nella grigia Milano addirittura preannunciato prima della fine del campionato.

Ora la scelta di puntare su un duo di talento ed esperienza da mettere al servizio del genio di Ancelotti, con la sensazione che dove l’immaturità di Meret non riuscirà ad arrivare ci sarà il bagaglio di 160 partite in serie A di Karnezis, pronto a sfruttare l’occasione della vita in una grande e a fare da ‘garante’ sul buon investimento degli azzurri per il suo giovane collega. Concediamo agli scettici di dare adito ai propri dubbi iniziali, ma negli anni delle cifre folli per i baby fenomeni, di Mbappè, di Donnarumma e di chi più ne ha più ne metta, è il caso di dar fiducia a chi ha visto la stoffa nel campione nei guantoni del ragazzo friulano. Benvenuto Alex, un rischio che ‘vale’, e staremo a vedere chi davvero ha fatto ‘l’affare’..

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