Gazzetta: “Suso via dal Milan? Quattro top club su di lui. Spunta anche il Napoli…”

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Il cinque febbraio 2015 Suso era il più scarso tra Destro, Paletta, Bocchetti e Antonelli, la cinquina dei nuovi acquisti invernali del Milan. Jesus, rispettando l’ ordine di importanza, parlò per ultimo: «Sono qui per fare la storia del club».

Rinnovo con clausola Più di recente, a settembre del 2017, Suso ha rinnovato il contratto con il Milan. Allegata all’ accordo, prolungato all’ estate del 2022, una clausola rescissoria di 38 milioni di euro. In mezzo e poi subito dopo Jesus ha vestito per 95 volte la maglia del Milan, segnato 15 gol, e aggiunto tutta un’ altra serie di cose utili: assist, minuti giocati (quest’ anno è nettamente il più utilizzato tra gli uomini d’ attacco), occasioni pericolose create, statistica che di nuovo lo elegge primo tra i colleghi di reparto e quarto in tutto il campionato, dietro a Insigne, Gomez e Luis Alberto. Altre eccellenze: solo Dybala (sette) e Milinkovic-Savic (cinque) hanno segnato più gol da fuori area di Suso (quattro) in questa Serie A. Infine cinque dei sei gol segnati da Suso in questa Serie A sono arrivati in trasferta: l’ unica rete in casa è arrivata ad agosto contro il Cagliari. La carriera italiana lo ha portato a Genova, deviazione funzionale alla sua crescita, e una volta ritornato al Milan, ha preso un aereo fino a San Pietroburgo, trasferta straniera per rispondere alla prima chiamata della nazionale spagnola. Per questo Suso si definisce – su Instagram – giocatore del Milan e della Seleccion. Jesus, si era capito dal primo giorno, è un tipo ambizioso. Tutti questi aspetti ne fanno anche un giocatore particolarmente ambito: in ordine di apparizione Atletico Madrid, Tottenham, Liverpool, Napoli. Il ragionamento che per la società è alla base del mercato per Suso non vale. Dice il club: «Due devono essere le condizioni perché il Milan si privi di un giocatore, che lui venga a dirci di volersene andare e che gli acquirenti si presentino con un’ offerta soddisfacente». Almeno una delle due argomentazioni stavolta non regge: fa anzi direttamente cadere tutto l’ impianto. Chi vorrà Suso non dovrà trattare con il Milan, basta che paghi il prezzo dell’ etichetta. Solo a quel punto Jesus potrebbe informare la società del desiderio di cambiare aria. Quella di Milanello gli è stata evidentemente salutare, termine che oggi diventa attuale per un altro motivo: il prossimo, per tutte le ragioni elencate fin qui, può essere il suo ultimo week-end a Milano. Finita la partita, Suso potrebbe salutare il pubblico rossonero per l’ ultima volta. Non a caso è in programma un incontro tra l’ agente Alessandro Lucci e il Milan, appena dopo la fine del campionato: considerati i rapporti eccellenti verrà fatto un punto della situazione.

Carriera rossonera Suso vive con la compagna Alis e nella villa che lo ospita in città c’ è spazio per le sue altre grandi passioni: i cani e il biliardo. A San Siro si trova altrettanto a suo agio: lo ha vissuto per la prima volta a fine gennaio 2015, in una partita di Coppa Italia contro la Lazio, e l’ ultima nella vittoria contro il Verona. Nei dieci minuti d’ esordio si notò poco, due settimane fa ha invece contribuito alla vittoria con due assist, abitudine abbastanza frequente visto che nei vari campionati si è ripetuta per altre dieci volte, 7 quest’ anno, 4 lo scorso e uno al primo anno in Italia, nel 2014-15. La stagione successiva Jesus passò per sei mesi in prestito al Genoa, rivitalizzato dalla cura Gasperini, e di nuovo tornato al Milan dove fu Montella a impedirne una nuova cessione. Con l’ ex allenatore Suso è diventato un insostituibile rossonero, status mantenuto anche quest’ anno con Gattuso: a Bergamo, contro l’ Atalanta, l’ 8 ha toccato le 50 presenze stagionali in rossonero. Desidererebbe un gol per chiudere la stagione: non esulta da 14 presenze di campionato, il suo digiuno più lungo in Serie A, altro dato che ne sottolinea l’ influenza. Insieme ai tanti bei ricordi Suso porterebbe via anche quello della serata di Doha dove realizzò quanto promesso il primo giorno: «Farò la storia di questo club». Con un altro assist, stavolta, a Bonaventura contribuì al pareggio e poi alla vittoria della Supercoppa Italiana.

Fonte: Gazzetta dello Sport