EDITORIALE – Quel deja-vù di inizio dicembre

La sconfitta contro la Juve il primo dicembre, la prima della stagione in campionato e forse psicologicamente la più dura da digerire, portò gli azzurri ad un periodo di appannamento, seppur breve, che interruppe le grandi vittorie finora conquistate con il pareggio – sempre casalingo – contro la Fiorentina.
La trasferta di Cagliari, l’ultima per prestazione, risultato e convinzione, ha portato successivamente ad un k.o. contro la Roma che, a sua volta, ha portato i suoi strascichi anche ieri contro l’Inter. Questo inizio marzo ha avuto in questi termini tante somiglianze con quell’inizio di dicembre. Lo scudetto è in parte compromesso dal filotto di vittorie della Juventus, la quale sembra imbattibile su tutti i fronti. Non gioca bene, ma è cinica ed efficace. Probabilmente quel gol di Dybala allo scadere in casa della Lazio ha scosso gli animi degli azzurri che, in quanto a mentalità, hanno solo da imparare dai bianconeri.

Non è una critica, ma un’obiettiva affermazione perché la storia dei due club è chiara ed è difficile inculcare in pochi anni quello che gli Agnelli fanno da un secolo. Altrettanto difficile però è delineare gli obiettivi, perché con l’uscita dalle Coppe, in particolare dall’Europa League che era alla portata del Napoli, si rischierà di rimanere a bocca asciutta anche quest’anno. Il sogno scudetto, forse, è stato troppe volte tirato in ballo dai calciatori, meno da Sarri il quale anche con la squadra capolista ha mantenuto sempre i piedi per terra. La convinzione che questo era l’anno buono l’hanno avuta un po’ tutti, tifosi e non, giornalisti e addetti ai lavori. Si è probabilmente sottovalutata una Juve che lascia che le altre fuggano per un po’, per poi agguantarle e superarle con una facilità disarmante.

Così è successo: ora l’inseguitrice si chiama Napoli, con la possibilità in settimana di andare a -4 e con uno scontro diretto a Torino da giocare senza troppi stimoli. Prima o poi qualcuno dovrà fermare Higuaìn e company si pensa, ma vedendo le statistiche degli ultimi anni sarà difficilissimo poiché è proprio in questo periodo che mettono la benzina per trovarsi da soli lì sopra. Mancano 30 punti, 10 partite: tutto può cambiare o tutto può rimanere uguale.

A dicembre andò bene, riconquistando definitivamente quel primo posto che è valso il titolo astratto di campioni di inverno. Oggi, con un campionato sempre più vicino alla chiusura, dovranno essere ancor più bravi per alzare quel trofeo tanto ambito. Non devono mollare, lasciarsi sopraffare dallo sconforto, pure questa si chiama mentalità.

E se non si vincerà, almeno, rimarrà la consapevolezza di averci provato fino alla fine.