L’ANALISI– Il bolide Mertens compie il contro-sorpasso a dispetto dell’oligarchia

Sarà ormai una continua lotta di nervi quella tra Napoli e Juventus. Sorpasso e contro sorpasso in 24 ore a discapito dei vigili, vestiti in giacca in cravatta, che dagli studi televisivi cercano di vedere quello che non c’è.

La vacanza alle Maldive ha rigenerato Dries Mertens. E’ tornato il cecchino belga. Tre gol in due partite dopo la sosta che timbrano i sei punti con Atalanta e Bologna. Splendida la seconda rete del folletto belga per rapidità ed esecuzione. Un gol che toglie le castagne dal fuoco e le polemiche che, anche ad arte, provano a costruire dai salotti televisivi coloro che invece, su altri fronti e altre gare, non erano riusciti neanche a reperire immagini adatte. Le colpe passano dagli arbitri alle regie televisive. Ora da strumento che dovrebbe aiutare ad evitare errori grossolani, il Var è diventato arma di distruzione di massa. Il cercare di trovare cavilli su alcuni episodi occorsi al Napoli ieri, sfiora la malafede ma ormai bisogna farsene una ragione. Il VAR è un assistente pericoloso per tutti e per molti inviso perché evidenzia forse troppo alcune situazioni un tempo offuscate e nascoste dietro la “buona fede” arbitrale. Adesso, se usato male, può essere ancora più letale, come successo su altri campi. La cosa che più colpisce è come si evidenzino casi a senso unico, come se la maglia azzurra fosse improvvisamente diventata scomoda lì in alto. Sembra si stia cercando di dimostrare che, VAR o non VAR, chi ha sempre comandato con le sue regole, debba continuare a farlo e quindi quale miglior modo nel cercare di evidenziare che…nonostante tutto….gli errori ci saranno sempre…in buona fede.

L’errore di alcuni direttori di gara come accaduto ieri a San Siro o allo Scida di Crotone hanno messo sotto accusa uno strumento che, invece, in questo inizio stagione, ha comunque corretto, quando utilizzato propriamente, molti casi che un tempo sarebbero stati oggetto di intere trasmissioni TV e di articoli di fuoco sui quotidiani. Ancora oggi di errori ce ne sono, nonostante l’assistente tecnico, ma mettersi a fare i vigili “a senso unico” quasi a voler preparare un terreno per qualcosa che potrebbe succedere in futuro…rasenta la malafede e alimenta i cattivi pensieri.

Ma il Napoli di oggi è un Napoli che va per la sua strada e dimostra di essere più forte di tutto. Del Var, dei calendari, delle scaramucce di mercato. Politano tenuto in manette dalla Juventus e in attesa di essere liberato per approdare in azzurro è un’altra dimostrazione di quel regime oligarchico inviso ai cambiamenti. Cosa avrà pensato Verdi ieri, tra l’indifferenza del San Paolo, nonostante avvisaglie inventate dalla carta stampata e dalle tv e mai da una tifoseria che sa distinguere chi tradisce da chi invece è solo vittima di decisioni di altri? L’uscita anzitempo per un possibile stiramento (auguri di pronta guarigione) sono stati forse l’epilogo di una trattativa e di una storia di mercato che alla fine è andata come era giusto che andasse. Altri tre giorni di trattative, poi “le jeux sont fait” e “rien ne va plus”.

Tornando alle “cose di campo”, il Napoli non deve e non può permettersi di avere cali di tensione come quelli di ieri nei primi minuti che avevano permesso al Bologna di portarsi in vantaggio. Anche contro la Sampdoria ci fu una situazione simile guardando indietro ma non troppo. Il Napoli ha saputo comunque, come in altre occasioni, rimontare con carattere e determinazione da grande squadra ma queste situazioni vanno evitate. Sotto questo aspetto si deve crescere per evitare di trovarsi poi in situazioni più complicate che, con la tensione del risultato a tutti i costi, possono essere deleterie.

Sarri e i suoi ragazzi sanno che per vincere bisogna guardare avanti e macinare gioco e punti in attesa di avere in primavera la resa dei conti. La classifica va guardata a lungo termine e non nel breve. Ci saranno ancora sorpassi e contro sorpassi, nonostante i vigili provino ad ogni modo ad alzare la paletta per frenare una fuoriserie di colore azzurro che punta dritta al suo traguardo.