Napoli-Cagliari, Parola chiave: Primato

La vittoria con il Cagliari e il contemporaneo pari della Juventus contro l’Atalanta, nel posticipo serale, regalano agli azzurri il primo posto in classifica, stavolta solitario.

Alla luce di questo, è praticamente scontato che la parola chiave di questa settimana, sia: PRIMATO. Un primato meritato dagli azzurri per quanto fatto fino ad oggi in campionato e in Europa, con il passaggio dei preliminari. Una squadra che non conosce una parola diversa da vittoria da ormai dodici gare, le ultime cinque della scorsa stagione e le prime sette di quest’anno. Un cammino immacolato, con record a ripetizione, anche di reti, già 25 in campionato e ben 33 da inizio stagione. Numeri da capogiro.

P come Primi. Napoli in testa alla classifica da solo. Non accadeva da ben venti mesi, ovvero dal lontano 7 Febbraio 2016 quando gli azzurri, battendo il Carpi, si confermarono in testa con due punti di vantaggio sulla Juventus che, ahi noi, riuscì la domenica successiva a scavalcare gli azzurri aggiudicandosi lo scontro diretto.

R come Riscossa. Quella di Capitan Hamsik di ieri è stata la prima rete stagionale che oltre a sbloccare il risultato contro il Cagliari, ha sbloccato anche psicologicamente il numero 17 azzurro. La risposta a tutte le critiche piovute sul simbolo di questa squadra. Un giocatore che ha scelto di vivere i migliori anni della sua carriera calcistica in maglia azzurra, sposandone sin da subito la causa. La sua cresta è tornata ad essere alta e fiera in mezzo al campo. L’autentica riscossa di un calciatore che vuole scrivere con i suoi gol la storia azzurra.

I come Insostituibile. Pedina sempre più imprescindibile della difesa azzurra. Di chi parliamo? Kalidou Koulibaly. Un vero e proprio insostituibile visto che per lui la parola turnover non esiste. Sarri non sa fare a meno di lui e lui, ripaga con prestazioni di alto livello. Da inizio anno, poi, ha preso gusto anche a fare gol. Ben due. Il primo con la Lazio, che ha dato il là alla rimonta in casa laziale, e il secondo ieri contro il Cagliari per chiudere la partita ad inizio ripresa con la terza rete del Napoli.

M come Memento. Ci ritorna in mente… Era il lontano 1 ottobre 1989 quando gli azzurri di Albertino Bigon batterono in casa il Milan di Arrigo di Sacchi con un secco tre a zero per conquistare, proprio dopo sette giornate di Campionato, come oggi, la vetta solitaria della classifica. A fine stagione sappiamo tutti come andò a finire. Corsi e ricorsi storici.

A come Arbitri. Mai così protagonisti da inizio stagione con l’introduzione del VAR. Gioia e dolore per alcuni ma non per tutti. Questa è stata la vera domenica delle polemiche scatenata poi da chi negli anni passati era carnefice e adesso si traveste da vittima. Il calcio si sta adeguando alla tecnologia, al passo dei tempi. Forse qualche addetto ai lavori, che straparla in TV, dovrebbe fare ammenda su gravi parole riportate ieri sera sulla reale validità di questo strumento. Le gare a Marzo dureranno 3 ore? Se la regolarità verrà garantita i tifosi non avranno che gioirsene.

T come Trentatrè. E’ un Napoli in salute. Risponde forte e chiaro con i suoi trentatrè gol da inizio stagione, Coppe comprese. Venticinque di queste in campionato, una media di oltre tre gol e mezzo a partita. Mai nessuno come gli azzurri nelle prime sette giornate.

O come Ottobre. Il mese decisivo per gli azzurri, quello che lo scorso anno gli fece perdere, per via dell’infortunio di Milik e degli equivoci tattici, diversi punti che poi alla fine sono costati almeno il secondo posto in classifica. Un mese che inizia bene con questa vittoria e che, dopo la sosta, vedrà subito un trittico terribile con Roma e City fuori casa e Inter in casa. Gare importanti in chiave Champions e Campionato. Tre gare da vivere con il fiato sospeso in cui gli azzurri daranno il massimo per il loro obiettivo dichiarato di inizio stagione.