Quando vincere è l’unica cosa che conta!

Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta.”

Qualcuno su questa frase ha costruito la propria storia. Agli esteti non piacerà celebrare la bellezza della vittoria in modo sporco, soffrendo e non esaltando la magnificenza “superflua” del piacere personale ed altrui. Gli scudetti, però, sono una somma di vittorie che non contemplano il “bello” ma, cinicamente, esaltano solo ed esclusivamente la somma di punti più alta raggiunta. 

Il Napoli sembra aver fatto propria tale filosofia e, snaturando se stesso, ora è “finalmente” capace di vincere “male”. Gli azzurri a Ferrara hanno evidenziato uno smalto non impeccabile, sporcato da troppi errori in palleggio è limitati dagli uomini di Semplici, allievo già fin troppo bravo per essere ancora un allenatore di provincia. Qualche cambio in difesa e a centrocampo rispetto alla roboante vittoria di Roma ma, le differenze con mercoledì sono tante, sicuramente troppe considerando la mole piccola e leggera di un avversario neopromosso. Uno-due fulmineo a metà promo tempo, SPAL in vantaggio da tiro da fuori ed immediata risposta di Insigne. Su questo altalenarsi d’emozioni viaggierà tutta la partita. Stesso copione che si ripete nella ripresa. Napoli in vantaggio, sofferentemente, con Callejon e poco dopo ripreso ancora una volta. A dieci minuti dalla fine lo spauracchio di un pareggio che sarebbe valso come una sconfitta aleggiava in quel di Ferrara. È stata necessaria una folata di pazzia ed imprevedibilità di Ghoulam, oggi migliore in campo, per scardinare i catenacci della partita e scacciare i fantasmi. 

Sesta vittoria e storia che si riscrive d’azzurro grazie alla 6º vittoria in altrettante giornate di campionato: cosa mai successa per il Napoli. Questo, solo questo, il bello della serata. Il resto è una faticosa ed affannosa ricerca del successo spinto più dal cuore che dalla tecnica. Il carattere famelico, però, è un fattore che potrà riscrivere a maggio nuove gloriose favole. Altro orrore di serata è l’immagine di Milik dolorante a terra che si tocca il ginocchio. Una maledizione pura. Il periodo dello scorso anno in cui si fece male è il medesimo. La speranza è che almeno questa volta possa trattarsi di una cosa lieve e non di qualcosa di più importante.

Una nota, purtroppo negativa, occorre riservarla a Reina. Il gol preso da punizione merita il premio come peggiore maschera di Halloween, seppur in anticipo di un mese. Le uscite a vuoto del numero uno iberico sono già troppe considerando siamo appena ad inizio campionato. Occorre migliorare in quanto non sempre sarà possibile segnare tre gol per vincere la partita. 

Per ora e solo per ora c’è da godere del risultato e della vittoria. Il bello, per i tifosi azzurri, è solo vincere ormai. La vittoria è arrivata e quindi la missione può considerarsi compiuta.

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