Sbagliare è umano, perseverare è diabolico!

Sconfitta amara stasera per il Napoli che brucia come un fardello sulle spalle di squadra e tifosi, ormai giunti alla terza sconfitta consecutiva tra campionato e Champions.

Le premesse erano idilliache, vincere infatti stasera contro la compagine turca avrebbe significato qualificazione agli ottavi, centrando anche il pleonastico record di aver raggiunto tale traguardo solo dopo 270 minuti giocati. Le rosee aspettative sono state però annichilite dalla dura realtà che si è calata nell’impianto di Fuorigrotta. Gli azzurri partono bene, da subito arrembanti nel proporre calcio e pressing, ma vengono puniti al primo tiro in porto avversario e da quel momento la gara cambia. Una compilation di errori gratuiti e stucchevoli accompagnati da una discreta dose di sfortuna compongono il risultato e, di conseguenza, la beffa al triplice fischio finale.

La nemesi di Jorginho – Del centrocampista tanto ammirato e lodato nella passata stagione sono rimaste solo le macerie. L’italo-brasiliano conferma il personale momento di scarsa forma e di poca lucidità e dai suoi piedi, così come era accaduto con il Benfica, nasce il retropassaggio suicida che regala il nuovo vantaggio del Besiktas. La sua parabola discendente si schianta senza possibilità di appello sulla partita, compromettendola in un momento delicato, il secondo gol turco arriva infatti allo scadere di un primo tempo dominato dagli azzurri. Quel tocco lezioso e sconsiderato è come un petardo che scoppia in chiesa, così grave e avvilente da profanare i propositi di festa che lecitamente tutti si aspettavano stasera. Purtroppo Jorginho dopo l’errore bianco con il Benfica non ha tratto alcuna lezione, a distanza di poco tempo si evidenzia in negativo con un medesimo errore oltretutto partito dalla stessa zona di campo. Il suo errore con la Roma e quello di stasera rappresentano la copertina sbiadita del suo attuale stato di forma. Nessuno vuole cavalcare l’onda critica che senz’altro si abbatterà sul centrocampista azzurro ma, se ancora non fosse evidente a qualcuno, è giunto il momento che lui recuperi se stesso e la sua brillantezza assaporando la panchina. Non una bocciatura ma semplicemente una pausa perché in questo momento il Napoli ha assoluto bisogno di lucidità, caratteristica fondamentale per dare una convincente sterzata al momento poco felice che sta attraversando.

A.A.A. Cercasi Insigne – In una serata nata storta e finita anche peggio Insigne ci mette del proprio per infiammare il focolare delle polemiche. In una serata così importante, decisiva per la qualificazione e non solo viste le due sconfitte in campionato, presentarsi sul dischetto per un rigore che avrebbe potuto concedere il pareggio e sbagliarlo in quel modo è qualcosa di delittuoso, permetteteci l’uso di tale iperbole verbale. Il suo rigore è stato, senza troppi giri di parole, sgradevolmente irritante. De Gregori cantava l’impossibilità di giudicare un giocatore solo in funzione di un calcio di rigore e su questo siamo tutti d’accordo, calciarlo però con quella leggerezza svogliata e approssimativa è un’altra cosa. Tiro prevedibile e lento, una parabola assolutamente leggibile priva di cattiveria che fa schiantare come un treno in corsa le ambizioni di successo della squadra contro un muro. Insigne ha dimostrato, come già detto per Jorginho, di non godere di uno stato di forma -più probabilmente anche mentale nel suo caso- ideale per essere un valido contributo per la squadra. Le prestazioni del suo dirimpettaio Mertens lo sottolineano in modo evidente e lampante. Anche lui ha bisogno di ritrovarsi, nelle condizioni attuali non è utile alla causa così come il compagno di cui abbiamo argomentato poco sopra. Anche per lui nessuna bocciatura. Ci auguriamo però possa liberarsi di quei fantasmi che lo frenano, abbandonando magari certi voli pindarici che ha dimostrato di non poter reggere.

Se non è crisi, poco ci manca – Le tre sconfitte, di cui due in casa, sono come una sirena che non può far dormire sonni tranquilli. Occorre ricompattare il gruppo puntando sugli elementi più freschi e lucidi per cancellare l’attuale momento di appannamento. In assenza di tutto ciò il rischio che questo “buco” di risultati diventi una “voragine” è concreto. Le condizioni per poter tornare in sella ai propri obbiettivi stagionali ci sono, già da Crotone le sirene che hanno assordato squadra e tifosi si devono assolutamente spegnere.

In attesa di quanto detto, per chi riuscirà, è consigliabile andare a dormire. Infondo siamo napoletani e sappiamo bene che “ha da passà ‘a nuttata”.

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