Napoli e Milan, in un San Paolo da sogno, hanno conquistato un punto a testa. Poco, troppo poco per essere felici. Tuttavia, nell’analizzare il match, partiamo da un dato oggettivo: il Napoli ha dominato. Prima del gol di Giacomo Bonaventura, le statistiche (specchio fedele di quanto visto sul terreno di gioco) parlavano chiaro: dieci tiri a zero, cinque calci d’angolo ad uno, 62 percento di possesso palla ed il doppio dei passaggi riusciti rispetto agli avversari. L’approccio alla gara è stato quello di sempre ed il gol di Insigne, fortuitamente deviato da Abate, sembrava aver rimesso il Napoli in pari con la sorte, ma così non è stato. Cinque minuti dopo, da un colpo di testa maldestro di un sontuoso Koulibaly (come sempre, uno dei migliori in campo) è nata la prima vera occasione da gol per il Milan, subito sfruttata dal centrocampista ex Atalanta. Una occasione nata da un fallo a favore degli azzurri non sanzionato da un Banti in serata negativa.
Subire una rete così, a sessanta secondi dalla fine del primo tempo, ha spezzato le gambe agli uomini di Sarri. L’ennesimo episodio a sfavore, il terzo nel giro di nove giorni, ha condizionato il secondo tempo degli azzurri. Il Napoli è rientrato dagli spogliatoi ed ha ricominciato a macinare gioco, senza però la solita grinta, la solita voglia di sbranare l’avversario. Un calo mentale, più che fisico, che ha tolto al Napoli le energie necessarie per ribaltare la situazione e riportarsi in vetta alla classifica.
Energie che vanno però ritrovate subito. Dopo aver raccolto un punto nelle ultime due gare di campionato, con in mezzo la sconfitta contro il Villarreal, gli azzurri devono tornare al successo contro gli spagnoli giovedì, ma soprattutto in quel di Firenze lunedì sera. I viola infatti sono a cinque lunghezze dai partenopei, cinque punti che possono diventare otto, ma anche due. Il Napoli dunque deve guardare in avanti, ma spingendo al tempo stesso nuovamente dietro le avversarie che tenteranno con le unghie e con i denti di rientrare in corsa per i primi due posti.
Napoli c’è, lo ha dimostrato ieri sugli spalti ed anche stamattina a Castel Volturno con uno striscione in favore della squadra. Ora tocca ai ragazzi ritrovare il vecchio ardore per continuare a sognare. Per continuare a crederci. Per costruire, giorno dopo giorno, l’impresa che da troppi anni aspettiamo e che sembra così vicina, ma al tempo stesso pronta ad allontanarsi al prossimo mezzo passo falso. Sarà dura, sempre più dura, ma a Napoli siamo abituati a conquistare le cose tra le difficoltà. E’ il nostro marchio di fabbrica, vincere facilmente non è da noi. E forse nemmeno ci piacerebbe più di tanto…
Antonio De Filippo





