Borussia – Brugge, i due poli di un San Paolo che deve crescere

Sarà un San Paolo semi-vuoto, quasi deserto quello che accoglierà il nuovo Napoli di Maurizio Sarri nell’esordio stagionale europeo. Le curve chiuse su ordinanza della UEFA, l’orario: solo scuse, giustificazioni per un San Paolo che non ha più entusiasmo, che non vibra più come una volta ai goal dei suoi beniamini e che domani conterà circa 7 mila spettatori. E pensare che solo due anni fa l’impianto di Fuorigrotta si preparava ad accogliere 60 mila tifosi, assetati di vittoria, vogliosi di sentire quella musichetta, di urlare “The Champions” per farsi sentire da tutto il mondo, per far tremare gli avversari: “quando sentì quell’urlo fu la prima volta che mi tremarono le gambe“, come ricorda Yaya Toure, campione del Manchester City. Bisognerebbe riavvolgere il nastro, ricordare quanto Napoli fosse pronta, entusiasta in quel giorno di San Gennaro. Il miracolo avvenne: il Napoli batté il Borussia e il San Paolo gli diede una grossissima mano, vestendo la maglia del dodicesimo uomo(tutti ricorderanno quella magnifica coreografia).

QUALCOSA E’ CAMBIATO – Sarebbe sufficiente un semplice colpo d’occhio, un briciolo di sensibilità per accorgersi che quella magia che univa quel tempio e quella squadra si è affievolita. La maglia numero 12 ormai va stretta ad un pubblico che vorrebbe di più: magari rivivere serate come quella di due anni fa, magari rivedere acquisti come quelli di due anni fa. Già, perché l’entusiasmo portato dall’estate 2013 ha fatto fin troppo sognare il dodicesimo uomo. Qualcosa è andato storto: la serata di Bilbao la maggiore imputata; il San Paolo lo deve capire, deve ripartire insieme al suo Napoli, purtroppo non già da domani. Quella col Brugge sarà una triste parentesi, impensabile solo due anni fa. Borussia – Brugge, i due poli di un San Paolo che deve crescere.

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