Editoriale – Il tempo a volte è più prezioso che galantuomo: Napoli non spenderne troppo

I proverbi non si sbagliano mai, sono una delle poche cose esatte (o quasi) come la scienza. A volte però sono validi solo in determinate situazioni o circostanze, quindi fidarsi è bene ma non fidarsi è ancora meglio. Ieri nel post-partita il tecnico azzurro Maurizio Sarri ha affermato senza mezzi termini che il Napoli ha fatto vedere quello che in questo momento è capace di dare. Inevitabile la domanda: quando gli azzurri saranno al top? Purtroppo se si ambisce alle primissime posizioni è consentito sbagliare molto poco in 38 partite. Le concorrenti sono tante e tutte agguerrite, non si possono concedere troppi metri di vantaggio altrimenti si rischia di non trovarsi con i conti il 16 maggio.

Indubbiamente un allenatore preparato come Sarri questo lo sa bene e c’è da sperare che abbia fatto i calcoli giusti per rimanere in linea con gli obiettivi e soprattutto per far sognare e divertire i tifosi. Impossibile che non si sia accorto delle ambizioni della piazza e della società: quindi o il suo lavoro estivo è stato mirato e strategico o semplicemente ha fatto un po’ di pretattica, anche se appare più logica la prima ipotesi.

Nel complesso gli azzurri non hanno giocato poi così male, ma c’è sempre da lavorare sulla concentrazione e sulla reattività in fase difensiva ed assimilare gli schemi offensivi che implicano il nuovo modulo ed il nuovo sistema di gioco. Senza contare che gente come Higuain, reduce dalle fatiche della Coppa America, non ha ancora i 90′ nelle gambe. Anche qualche nuovo acquisto è alla ricerca della condizione fisica adeguata, vedi Allan. 

Sistemati questi problemi, che quasi in toto dovrebbero essere risolti nell’arco di un mese circa, si potrà con ogni probabilità ammirare il vero Napoli. Ma è da ribadire che la metamorfosi necessita di essere completata al più presto: nella jungla chiamata serie A, ci sono solo bestie feroci.

Adriano Arpaia

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