GdS – Crespo sull’Europa League: “Il Napoli è favorito contro il Trabzonspor. Ecco chi può vincere la competizione…”

Quindici anni e più, nel calcio, equivalgono a un secolo. Facciamo fatica a ricordare ciò che è successo l’altro giorno, figuriamoci se dobbiamo tornare con la memoria alla primavera del 1999… Eppure è proprio ad allora che bisogna andare se vogliamo trovare l’ultima squadra italiana che alza la Coppa Uefa, oggi Europa League: era il Parma allenato da Alberto Malesani, il Parma della famiglia Tanzi prima che si scoprissero i disastri del crac Parmalat. Squadra fantastica che vinse Coppa Italia, Coppa Uefa e Supercoppa italiana in poco più di tre mesi. Da quel giorno, 12 maggio 1999, le italiane hanno sempre fatto cilecca in Coppa Uefa (Europa League). Incredibile.

Crespo, che oggi fa l’allenatore della Primavera del Parma, ricorda quella notte allo stadio Luzniki di Mosca. Se chiude gli occhi, cosa vede?
“Vedo ancora l’errore di Blanc che appoggia di testa al portiere e io mi fiondo sul pallone e faccio il pallonetto…”.
Il gol dell’1-0.
“Proprio così. E poi sono arrivate le reti di Vanoli e di Chiesa. Non è stata una vittoria, è stato un trionfo. C’è differenza. D’altronde avete visto la formazione di quel Parma?”.
Eh sì: difesa con Buffon, Thuram, Sensini e Cannavaro; centrocampo con Dino Baggio, Boghossian e Veron; Chiesa e Crespo in attacco; Fuser e Vanoli a sulle fasce.
“Vi faccio io una domanda: oggi ci sono squadre così in Italia? Voglio dire con questa qualità, con questi giocatori…”.
No.
“Ecco la ragione per cui non si vince più. Né in Champions, né in Europa League. Servono i giocatori, quelli bravi. In Italia, invece, ci si dimentica di crescerli, di coltivarli, di lanciarli” .
Quel Parma giocava a memoria, era uno spettacolo da vedere.
“Sì, ci divertivamo noi e divertivamo la gente. Questo è il segreto. Ditemi se ora, in Italia, qualcuno si diverte a vedere una partita. Pochi, pochissimi. Forse i tifosi della Juve, perché vincono. Ma noi, con quel Parma, lo scudetto non l’abbiamo mica vinto: eppure facevamo un calcio fantastico. E ci allenavamo come matti per raggiungere l’obiettivo”.
Visto il divario fra italiane e big d’Europa, e visto che solo la Juve è rimasta in Champions, ci tocca puntare sull’Europa League.
“Non è mica un ripiego. È una grande competizione che troppo spesso, quando eravamo più forti, abbiamo snobbato. Adesso è venuto il momento di crederci: le italiane possono arrivare fino in fondo. In Champions non possiamo competere con Real Madrid, Bayern, Barcellona e compagnia bella, ma in Europa League possiamo dire la nostra”.
Se dovesse scegliere la sua favorita?
“L’Inter si è rinforzata a gennaio, Mancini sta dando un gioco. Ci vuole pazienza, non si deve mettere troppa pressione, però credo che i nerazzurri possano farcela”.
 
L’ostacolo Celtic, però, non è facile da superare.
“A livello tecnico l’Inter è superiore. Il rischio può essere l’ambiente scozzese. Ma i giocatori dell’Inter sono abbastanza esperti per affrontare questa trasferta”.
“Il Toro gioca l’andata in casa, deve mettere subito al sicuro il risultato. Al San Mamés sarà una bolgia e lì ci vorranno i nervi saldi”.

Passiamo al Napoli impegnato con il Trabzonspor.
“Il calcio italiano è superiore a quello turco, il Napoli è una delle migliori della Serie A, dunque dico che la squadra di Benitez è strafavorita. E con Higuain può arrivare lontano”.

La Roma zoppica in campionato, l’Europa League può essere un’occasione di riscatto.
“La Roma patisce per le assenze. In Europa può ritrovarsi, il Feyenoord è abbordabile. Però anche il Parma, domenica scorsa, era abbordabile e poi…”.

Chiudiamo con la sfida più equilibrata: Tottenham-Fiorentina.
“La 6a della Premier contro la 4a della Serie A. Più o meno occupano lo stesso posto in classifica, vediamo se è meglio l’Inghilterra o l’Italia. Secondo me, Montella è un grande allenatore e ci sorprenderà” .

Fonte: Gazzetta dello Sport

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