Il trionfo azzurro di venerdì 23 maggio comincia ad essere metabolizzato, pian piano si sposta dalla recente attualità per entrare nella storia (e nella leggenda) del club azzurro.
Abbiamo ammirato festeggiamenti di un livello eccelso per organizzazione ed emozioni allo Stadio Maradona e, poi, sul Lungomare della città, ma anche piazze e cuori azzurri festanti in tutti i posti del mondo, da quelli più esotici e lontani a quelli più improbabili, come Milano e Torino.
Tra ex azzurri, addetti ai lavori e personalità pubbliche in genere c’è stata la fila per lasciare un personale complimento al successo dei ragazzi di Conte.
Non è pervenuto fino ad oggi, invece, il saluto dell’allenatore del terzo titolo. Eppure Luciano Spalletti da giugno 2023 – quando decise di lasciare la società del presidente De Laurentiis – di parole ne ha proferite e scritte tante sul suo periodo in azzurro e, soprattutto sul rapporto conflittuale con la proprietà.
Nel pomeriggio, nel corso della conferenza stampa in vista della gara Norvegia – Italia, Spalletti sollecitato in merito ha precisato: “non ho fatto nessun post, nemmeno l’anno scorso quando ha vinto l’Inter. Sono il CT della Nazionale” e poi, non potendo proprio fare a meno di lanciare l’ennesimo sassolino “mi manca solo quel pullman lì”.
Invero, da chi ha la cittadinanza onoraria di Napoli, ci si poteva aspettare qualcosina in più, semplicemente per le istituzioni, i cittadini tutti e i tifosi azzurri.
Intanto per il commissario tecnico monta il caso Acerbi; il giocatore dell’Inter ha rifiutato la convocazione con un sms, convinto di essere ormai fuori dal progetto tecnico.





