Kozminski: “Il Milik del Napoli è diverso da quello con la Polonia. Tra lui e Piatek ci sono differenze. Zielinski quest’anno ha una fortuna”

Sulle frequenze di MC Sport durante la trasmissione A Tutto Napoli ha parlato Marek Kozminski, ex calciatore di Udinese e Brescia ed attuale vicepresidente della Federazione polacca.

Queste le sue parole:

Milik è l’arma in più del Napoli, in questi ultimi mesi?Certamente, è in grande condizione. Realizza gol spettacolari, è in forma. Stranamente in Nazionale non è riuscito a incidere nelle ultime gare, ha giocato solo il primo tempo contro l’Austria. E’ stato sostituito al 45′, fino a quel momento aveva fatto male. Lui può recitare tutti i ruoli in attacco: la punta, la seconda punta e il rifinitore. In passato ha fatto tanti assist per Lewandowski. In Nazionale, per lui, è un periodaccio. Anche lo scorso autunno non ha fatto benissimo con la Polonia”.

E’ un caso che riesca a esprimersi meglio al Napoli che in Nazionale? “Secondo me il discorso vale anche per Zielinski, è una questione di posizione tattica. Stanno giocando bene a Napoli, rendono al massimo. In Nazionale giochiamo leggermente in modo diverso, abbiamo Lewandowski in avanti. Negli ultimi 6-7 mesi non sono riusciti a incidere. Forse c’è anche la concorrenza di Piatek a togliergli spazio, perché schierare il milanista, Milik e Lewa insieme è difficile. Zielinski ha fatto anche il centrocampista centrale, come esterno a quattro. Fa bene dappertutto, ha la classe per dare qualcosa in più in Nazionale”.

In Italia, ma anche in Polonia, si fa il paragone tra Milik e Piatek. Chi è più completo, a suo giudizio? “Sono calciatori completamente diversi. Piatek è un centravanti puro, esploso negli ultimi 6 mesi. Milik è titolare da quattro anni in Nazionale, ha giocato Europeo e Mondiale. E’ già affermato, Piatek è ancora una sorpresa degli ultimi mesi. Negli ultimi impegni ha fatto meglio di Milik, s’è trovato benissimo con Lewandowski. Secondo me è una casualità: non è possibile che faccia bene in allenamento e poi la settimana dopo non riesca a ripetersi in Nazionale. Nel calcio, però, ci sta”.

Zielinski vive la stagione della sua consacrazione definitiva grazie ad Ancelotti? Sta migliorando anche in continuità? “Il suo punto debole era proprio la continuità, anche la padronanza del campo. Questa, però, si migliora con la maturazione della persona e del calciatore. Con Ancelotti può migliorare tanto, Carlo è stato un centrocampista diverso da Zielinski ma il tecnico può capire le difficoltà di Piotr. In passato ha trasformato Pirlo, scoprendo le sue grandi doti. La fortuna di Zielinski, oggi, è proprio quella di avere Ancelotti come allenatore”.

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