ADL al Festival del Calcio: “Sarri è una mia idea, la clausola non mi preoccupa. Ecco lo stadio che sogno a Napoli. Chiesa? Vi spiego…”

Aurelio De Laurentiis ha partecipato alla conferenza stampa tenutasi al Caffe Concerto Paszkowski di Firenze per il Festival del Calcio. Ecco quanto evidenziato:

Ventura?
Con noi è stato nel primo anno di Serie C , adesso è in nazionale. Ha fatto vedere molte cose buone a Torino ma la nazionale può tritare tutti. Anche Conte è scappato, non puoi avere un gruppo fisso per lavorare e ci sono tante pressioni. Poi se giochi con un modulo non congeniale ai tuoi giocatori come il 4-2-4 forse te le vai pure a cercare. Gli spareggi non mi preoccupano forse il difficile verrà dopo durante le fasi finali ma lascio questo problema a Tavecchio
“.

Come può annullare il Napoli le distanze dalle società storiche?
“Sperando che il mandato Infront scada tra 4 anni, così da avere una fatturabilità tale da recuperare il tempo perduto e avere lo stesso fatturato di Inghilterra, Germania e Spagna. Noi italiani siamo sempre dietro tutti quanti ed io sto zitto per evitare denunce. Il gruppo Napoli-Filmauro è da 44 anni in attività ma senza nessun debito con le banche”.

Come migliorare i campionati?
Tramite l’ECA. Un po’ è colpa del giornalismo, perché negli ultimi 30 anni siete venuti fuori col calcio che si vive allo stadio. Nel ’99 parlai di stadio virtuale, nella mia prima conferenza per acquistare il Napoli da Ferlaino con 120 miliardi di lire. Tutti i giornalisti si aspettavano che parlassi di un nuovo Maradona, io invece parlai dello stadio virtuale e nessuno aveva capito nulla. Nel 2004 tornai a parlare di stadio virtuale, che però non era percepito o capito. Nel 2006 chiamai tutti i giornalisti per spiegargli questo stadio virtuale. Nella vita non ci sono tifosi buoni e cattivi, posso esserlo anche senza andare allo stadio vivendo il calcio in un altro modo. Ma sapete quanti sono i tifosi veri del Napoli? 35 milioni veri, poi 120 milioni di simpatizzanti. Allora non posso tradire i 35 milioni veri per alcune persone che hanno le loro idee. Rispetto il pensiero di tutti, ognuno ha le proprie motivazioni”.

Come ho acquistato il Napoli?
“Ero in vacanza a Capri e venni a sapere da Gaucci che il Napoli era fallito e che lui volesse acquistarlo per 5 milioni. Chiamo Profumo, a capo di Unicredit, e gli spiego che voglio comprare questa squadra; lui all’ inizio non era convinto, poi mi mise in contatto con una persona che ne sapeva di più. Purtroppo mi avvisarono che si doveva aspettare il 7 settembre ma non fu questo a fermarmi: presi i miei 32 milioni di euro e feci 32 assegni circolari da 1 milione e passa. Pozzo offrì 17 milioni, ma la mia offerta era migliore quindi il Napoli diventò mio”.

Quando ci sarà il nuovo Stadio?
“A Napoli sogno di fare uno stadio coperto, con pochi posti, con un campo di calcio che scompare e mi va due metri sotto, sostituito da una piattaforma che si possa poi usare per i concerti. Non più di 25mila posti. In quelle 2-3 partite con più tifosi torneremo al San Paolo, se il San Paolo ci sarà. Ho fatto proposte per il San Paolo, ma mi hanno sempre bloccato”.

L’Idea di prendere Sarri nonostante la tuta?
“Quando mi ha detto: “Aurelio, non mettermi quei vestiti”, io ho detto che va bene cosi. A me fa piacere, in tv fa anche pubblicità agli sponsor e posso chiedere più soldi. Tutti abbiamo visto Empoli-Napoli finita 4-2 da quella partita è nato tutto”.

E’ preoccupato della clausola che può liberarlo?
Per me Sarri è troppo intelligente per capire che ora sta applicando tutte le sue teorie generate e sviluppate tempo fa nelle serie minori. A Napoli ha avuto molto, è vero che alcuni giocatori che c’erano anche prima ma i vari Insigne, Mertens, Jorginho non sono gli stessi di quelli dei tempi di Benitez. Sarri è un gentiluomo, non s’è mai diviso dalla moglie e non ha mai ripudiato il figlio. Non vedo il motivo per cui debba andare via”.

Var?
“Ha aspetti positivi e alcuni negativi. Il rigore di Dybala certamente non l’ho sbagliato io. La Juve è nella storia del calcio italiano per meriti suoi, ha avuto momenti no come Calciopoli ma adesso è una delle più forti al mondo, un plauso va al presidente Agnelli”.

Film sul calcio?
Devo dire che fino ad ora che i film sul calcio, tranne che “Sognando Beckham”, non hanno mai avuto grande successo. Ho pensato tante volte di raccontare una storia come quella di Messi da bambino anche se poi potrebbe risultare la classica storia con i supereroi molto prevedibile. Sono affascinato dal calcio femminile, si potrebbe raccontare un film, lo chiamerei “Donne nel pallone”.

Chiesa?
“Il suo valore dovrebbe essere relazionato a quello che potrebbe dare in campo, ma i Della Valle sono furbi, ancora non hanno fatto il prezzo, ma sarà alto”.