ESCLUSIVA MN – Taglialatela: “Meret un fenomeno! Maradona? Un fratello maggiore. Vi racconto perché mi chiamano Batman”

Pino Taglialatela, storico portiere del Napoli, ieri sera ha parlato ai nostri microfoni nel corso della trasmissione MondoNapoli Live. L’ex calciatore azzurro ha parlato di Meret, degli anni di Maradona e del suo futuro.

Di seguito vi riportiamo le sue dichiarazioni. Mentre, se volete recuperare tutta la diretta, è possibile farlo cliccando qui.

Sul ballottaggio Ospina-Meret: “Alex è un fenomeno, è un portiere fortissimo. Avendo giocato nel suo ruolo, da subito ho capito che aveva qualcosa in più rispetto agli altri. Poi è giovanissimo, tecnicamente lo reputo anche più forte rispetto a Donnarumma. Comprendo la scelta di Gattuso, dato che ha dovuto riassestare lo spogliatoio azzurro. Ospina ha più esperienza, poi Ringhio ama partire dal basso e vuole che il portiere partecipi all’azione. Personalmente non riuscirei mai a fare le cose che fa, per esempio, Reina con i piedi, però ci sono degli allenatori che, pur rischiando, preferiscono costruire dal basso ripartendo dal portiere”.

Per vedere l’intervento di Pino Taglialatela su Meret, clicca qui.

Cosa è successo con Ancelotti? “Credo abbia perso lo spogliatoio, io ci sono stato per più di 20 anni e quando non hai una figura forte come l’allenatore, succede ciò che è successo quest’anno al Napoli. Ancelotti probabilmente si è fidato troppo dei suoi collaboratori, poi hanno fatto un errore gravissimo a far andare via il dottor De Nicola, che io reputo il fisiatra migliore in Europa. C’è stata una situazione di caos totale e credo che Gattuso abbia fatto un miracolo, in un solo mese ha capovolto tutto. Riassestare uno spogliatoio non è facile, Gattuso ci è riuscito perché è un uomo vero, è una persona di sani principi”.

Ripartenza della Serie A? “Io sono d’accordo, il calcio deve ripartire come tutte le altre attività. Questo sport rappresenta un indotto importante per tutto il sistema industriale italiano, poiché offre lavoro a molte persone. Con le giuste precauzione è giusto che tutto riparta. Giocare d’estate sarà strano ma al contempo affascinante”.

Che ricordi ho di Maradona? “Per me era un fratello maggiore, era sempre presente con noi ragazzi più giovani. Una volta lui arrivò a Soccavo, avevamo giocato con la Primavera ed eravamo rientrati tardi, ricordo che fu poco prima di Natale. Io aspettavo che si facesse mattina poiché aspettavo il traghetto per tornare ad Ischia. Assieme a me c’era un altro ragazzo della Primavera, Maradona viene da noi e chiede cosa ci facessimo ancora lì nonostante il periodo natalizio. L’altro ragazzo, essendo di Mantova, sarebbe tornato a casa due giorni dopo. Diego a spese sue gli pagò un volo di andata e ritorno. Questo è solo un piccolo aneddoto, Maradona ha e aveva un cuore grandissimo. Devo molto a lui, mi ha insegnato tante cose. Sono stato sempre coccolato da lui, mi prese sotto la sua ala protettiva. Ho fatto tutta la gavetta con la maglia del Napoli, inizialmente facevo l’auto magazziniere oltre al mio ruolo di atleta. Non solo Diego, tutto il gruppo era fantastico. Era un Napoli vincente, spesso venivo aggregato alla prima squadra. Ricordo ancora lo scudetto, momento indimenticabile”.

Da dove viene il mio soprannome Batman? “Tutto nasce dalle radiocronache di Raffaele Auriemma, in una partita durante la stagione 1995/1996. In quel periodo il Napoli era una squadra molto modesta. Quella sera io parai di tutto, perfino un rigore a Baggio. Al 43′ ci fu un colpo di testa di Savicevic, tutto il San Siro stava già esultando, ma io con un volo presi la palla e la buttau fuori. Da quel momento in poi, Auriemma mi diede questo nomignolo. Per la stagione successiva, facemmo addirittura le maglie personalizzate. Andammo a Montebelluna a disegnarle, le facemmo di 4 colori”.

Cosa ho in mente per il mio futuro? “Sono due anni che mi sto dedicando al progetto dell’Ischia Calcio. Stiamo cercando di portare la squadra dell’isola in alto. Abbiamo vinto il campionato di Promozione e l’anno prossimo giocheremo in Eccellenza. Sono tutti ragazzi di Ischia, abbiamo più di 200 tesserati e su alcuni ci sono già gli occhi di alcuni club importanti. Non è una scuola calcio, perché in quel caso le famiglie andrebbero a spendere soldi. Per me il calcio è passione, non si devono spendere soldi per giocare, la possibilità deve essere data a tutti”.

Qual è il reparto che il Napoli dovrebbe rafforzare? “Il Napoli è già forte così, spero che quest’anno non vadano via i migliori. A livello difensivo siamo completi, mi auguro che Koulibaly non ci lasci. La squadra ha bisogno di 2/3 elementi forti, ha già una base forte. Negli ultimi anni il Napoli ha perso 2 Scudetti, uno per colpa nostra e l’altro per vari motivi”.

Se mi piacerebbe avere un posto in dirigenza? “Sarebbe un onore per me, ci andrei anche gratis. Mi piacerebbe allenare i portieri, sia quelli giovani sia quelli della prima squadra. Avendo giocato nel Napoli, sicuramente potrei dargli qualcosa in più”.

Se i calciatori nutrono dubbi prima di arrivare a Napoli anche dal punto di vista della città? “Io credo che non ci sia nessun calciatore che abbia dubbi su Napoli, sia a livello a calcistico che dal punto di vista della città. Ci ha giocato Maradona, questo è già un ottimo biglietto da visita. Tutti parlano del calore della tifoseria napoletana. Io ho smesso da 20 anni e ancora oggi sembra che ci giochi ancora, queste sensazioni solo Napoli e i napoletani possono trasmetterle”.