Guida ai Mondiali 2026: la situazione dei calciatori del Napoli.

I Mondiali del 2026 sono alle porte. La manifestazione che si terrà tra Stati Uniti, Canada e Messico non prevederà per la terza volta consecutiva la partecipazione dell’Italia. A questa però, prenderanno parte alcuni calciatori del Napoli. C’è chi parte con i gradi del trascinatore, chi è chiamato ad un ultimo ballo e chi ancora può rivelarsi una sorpresa di quelle che segnano un’estate. Di seguito, un’introduzione alle sfide a cui sono attesi i partenopei.

Scott McTominay – Scozia

L’uomo più atteso senza alcun dubbio. La Scozia torna ai Mondiali dopo ben trent’anni di assenza, trascinata anche dal centrocampista del Napoli. Lui, leader tecnico della selezione, ne ha preso le redini risultando più volte decisivo. Tra i vari match, risalta il 4-2 alla Danimarca di Hojlund, nel quale ha aperto le marcature con una rovesciata capolavoro. Ora, il compito è quello di far conoscere al mondo questa piccola realtà che più volte ha impensierito i grandi.

La formazione di Clarke non è di quelle che rubano l’occhio. Gli scozzesi mantengono uno stile di gioco britannico, da battaglia, molto pragmatico e attendista. Un apparato in cui Scott è protagonista assoluto. L’azzurro ha il compito di invadere l’area di rigore e di segnare. Anche se in alcune occasioni è stato schierato in una mediana a 2. Di solito, al fianco dello sfortunato Billy Gilmour, che salterà la manifestazione a causa di un infortunio al ginocchio. Oltre che a lui, la selezione può disporre del talento di McGinn, tra i volti principali dell’Aston Villa di Unai Emery.

Insomma, le premesse per un Mondiale dignitoso ci sono. E il girone grida tra le avversarie Brasile, Haiti e Marocco. Gli uomini di Ancelotti sono la chiara favorita del raggruppamento, anche se ad osservare i verdeoro sembra che manchi qualcosa. Certo, non stiamo discutendo di una delle migliori selezioni brasiliane di sempre, ma il talento non manca. E a guidarli, c’è uno dei tecnici più bravi a gestire gruppi complicati e situazioni simili. Che sia lui l’ago della bilancia per riportare la seleçao sul tetto del mondo?

La formazione nordafricana è una realtà del calcio nazionale degli ultimi anni. Gli uomini di Ouahbi (chiamato a rimpiazzare Regragui) sono reduci da una semifinale nei Mondiali del 2022, in cui dopo aver vinto il girone contro le più quotate Belgio e Croazia, hanno eliminato Spagna e Portogallo, venendo sconfitti solo dalla Francia. Inoltre, il gruppo è molto qualitativo, e vede tra i principali nomi dei talenti purissimi come Hakimi, Brahim Diaz e Saibari, molto capaci di gestire il pallone. Saranno loro i principali avversari al secondo posto per McTominay e soci, che partono da sfavoriti in questo testa a testa.

Impensieriscono di meno i caraibici, formazione contro cui debutteranno gli scozzesi. Ma, in un girone con due compagini di livello molto elevato come Brasile e Marocco, la vittoria contro Bellegarde e compagni sarà obbligatoria. In parole povere, una partita che non va assolutamente tralasciata.

Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku – Belgio

Un mondiale che sa di ultimo ballo per entrambi. De Bruyne e Lukaku sono figli di una generazione dorata, ricca di talento ma mai vincente. Diverse sono state le partite dove ai belgi è mancato solo il centesimo per fare l’euro, e due di queste sono anche ben ricordate in Italia. In questo Mondiale, la formazione sarà guidata da Rudi Garcia, che ha subito messo Kevin al centro del villaggio. L’ex tecnico del Napoli ha il compito di guidare la transizione dal Belgio del passato (dei De Bruyne, Lukaku, Courtois, ecc.) a quello del futuro (Doku su tutti). In questo contesto, l’ex City viene schierato come trequartista, col compito di inventare e allo stesso tempo concludere in porta.

Diverso il discorso per Lukaku. L’ex Inter è uno dei senatori del gruppo ma, a causa del grave infortunio al retto femorale rimediato a Castel di Sangro con il Napoli, non ha quasi mai calcato il campo sotto la guida di Garcia. Da parte del Ct però, non è mai mancata la fiducia nei suoi confronti. Nonostante lo scetticismo, ha scelto di convocarlo, pur sapendo che ci vorrà ancora del tempo perché rientri in condizione. Al momento, il bomber lo ha ripagato con un gol in amichevole contro la Croazia nei minuti di recupero, oltre che con un assist per Lukebakio nel 5-0 alla Tunisia. Tuttavia, l’interrogativo sui problemi fisici rimane. Proprio il tecnico nei giorni scorsi ha dichiarato che “ci vorrà del tempo perché possa giocare per più di 20 o 30 minuti”.

Il girone non è dei più complessi, ma prevede delle squadre da attenzionare. L’Egitto ad esempio, dispone di un talento assoluto come Salah e un ottimo centravanti come Marmoush. I belgi affronteranno anche l’Iran, reduce da una situazione geopolitica estremamente complessa. Una serie di pressioni che potrebbero complicare di molto il percorso di Taremi e compagni. Chiude il gruppo la Nuova Zelanda, la squadra più abbordabile, almeno sulla carta.

Mathias Olivera – Uruguay

Il terzino del Napoli è atteso ad una delle sfide più intriganti di questo Mondiale. A guidare la selezione uruguaiana sarà Marcelo Bielsa. Il Ct argentino vede in Olivera un punto fermo della squadra. Tanto che, oltre alla classica posizione di terzino, ha avuto modo di schierarlo anche da difensore centrale in una linea a 4. L’Uruguay è attualmente in una fase meno esplosiva della sua storia. Se negli anni recenti si è distinta per la coppia d’attacco Cavani-Suarez e il pacchetto difensivo Godin-Gimenez, ora trova nel suo punto di forza la mediana composta dal madridista Valverde e da Ugarte. A queste, si aggiungono le accelerazioni di Pellistri, l’inventiva di De Arrascaeta e Darwin Nunez, attaccante che al Benfica lasciava presagire ad un futuro molto roseo, ma ancora in cerca d’autore.

La celeste è stata sorteggiata nello stesso gruppo della Spagna. Una selezione che non ha bisogno di presentazioni: un gruppo compatto, con un gioco sfavillante e con a disposizione un fuoriclasse come Lamine Yamal. Nonostante la sfida ad una delle grandi favorite per la vittoria del torneo, la qualificazione ai sedicesimi non dovrebbe essere un problema. Le altre avversarie, Capo Verde e Arabia Saudita, non sembrano impensierire eccessivamente. Un Mondiale però, riserva sempre delle sorprese, quindi non va mai staccata la spina. Gli africani ad esempio, hanno stupito nelle qualificazioni al torneo mentre i sauditi, per quanto deboli, hanno già dimostrato di saper stupire in partite del genere. Ne è testimone l’Argentina poi divenuta campione del mondo.

Noa Lang – Olanda

Una convocazione un po’ a sorpresa la sua, ma perfettamente comprensibile. Lang è stato parte integrante del gruppo di Koeman, che ha scelto di portarlo negli Usa nonostante una stagione non eccezionale tra Napoli e Galatasaray. Quindi, al netto di alcune difficoltà di campo, ha senso che abbia un suo posto ai Mondiali. Manifestazione a cui gli orange arrivano con l’etichetta di outsider, come quella formazione che parte in terza fila ai nastri di partenza. Eppure, nello scorso Mondiale in Qatar e ai recenti Europei in Germania sono arrivati rispettivamente un quarto di finale ed una semifinale. Segno che, nonostante non vengano mai segnalati tra le nazionali favorite, il talento e la capacità di portare a casa i risultati non mancano.

Lang parte come alternativa in un pacchetto offensivo che possiede elementi come Gakpo, Malen e Summerville. Sarà difficile vederlo partire da titolare. Tuttavia, ci sono ampie possibilità che possa trovare spazio. Il Mondiale sarà molto lungo, caldo ed estenuante. Motivo per cui, la gestione del gruppo e le rotazioni della rosa saranno uno degli argomenti principali per far sì che si possa rendere al meglio. Quindi, Lang prenderà parte a questa manifestazione non con i gradi dell’incomodo, ma con quelli di chi può aggiungere qualità ad una formazione che sarà chiamata a non abbassare il proprio livello.

Quello degli olandesi è però un gruppo tutt’altro che semplice. Su tutte, spicca la contrapposizione con il Giappone: una vera e propria mina vagante del torneo. La formazione di Moriyasu è una delle più organizzate del torneo, oltre che tra le più belle da vedere. I nipponici, nelle ultime amichevoli, hanno dimostrato di saper tenere testa anche a delle big come Inghilterra e Brasile, proponendo sempre un calcio interessante e collettivo. Il debutto è fissato per il 14 luglio a Dallas, in uno scenario che si preannuncia bollente sia per quanto riguarda il clima, sia per i contenuti del rettangolo verde.

Ma sono ugualmente da tener d’occhio la Svezia e la Tunisia. Gli scandinavi vengono da una tornata di qualificazioni disastrosa, alla quale hanno posto rimedio agli spareggi anche grazie all’approdo di Graham Potter in panchina. Inoltre, dispongono di due centravanti di altissimo livello come Gyokeres ed Isak, oltre ad elementi di buonissimo livello come Elanga, Nygren, Ayari e Lindelof. Dunque, una formazione che in gara secca può certamente creare dei grattacapi. I nordafricani invece, appaiono come la squadra meno forte del raggruppamento, ma non vanno affatto sottovalutati, poiché sono una formazione molto compatta e con elementi con buona esperienza europea come Rami Khedira o Ellyes Shkiri. Insomma, un gruppo molto complicato, che potrebbe produrre qualsiasi risultato.

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