Il Napoli è pronto per iniziare la nuova stagione?

Si è concluso nel migliore dei modi il ritiro estivo per il Napoli di Luciano Spalletti che, dopo la vittoria in amichevole contro il Pescara, è pronto a fare ritorno in Campania con le idee più chiare su quelli che sono i principi e le idee del suo allenatore.

La vittoria di ieri per 4-0 con gli abruzzesi ha dato l’ennesima conferma su quanto è stato possibile osservare a Dimaro e Castel di Sangro. Luciano Spalletti è sì un allenatore metodico, specie per linea di pensiero (lo si intuisce quando dice: “Io non devo stimolare nessuno, chi gioca nel Napoli non ha bisogno di motivazioni”), ma in campo non si vedrà mai uno schema rigido ma il gioco degli azzurri sarà dinamico, si passerà da un assetto tattico all’altro, a seconda anche dell’avversario e della partita che si vorrà impostare.

Napoli-Pescara: palleggio e baricentro basso

Il match del Patini è stato tatticamente diverso per gli azzurri rispetto alla gara contro l’Ascoli. Permane il 4-3-3, con la formazione tipo fatta eccezione per Manolas e Zielinski, rimpiazzati da Rrahmani ed Elmas, e Demme ancora ai box, con la conferma al centro per Lobotka:

  • Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Koulibaly, Mario Rui; Fabian Ruiz, Lobotka, Elmas; Politano, Osimhen, Insigne.

La costruzione dal basso parte dai centrali e si sviluppa con passaggi rapidi e brevi alla ricerca della verticalizzazione, ma a questo ci arriviamo tra poco. Una mezzala, in questo caso Elmas, si posiziona più vicina al regista mentre l’altra è più avanzata, scelta che premia con il macedone che è sempre pronto a recuperare palla su eventuali ribattute.

Ma la grande novità è rappresentata dal fatto che la squadra giochi con un baricentro nettamente più basso, alla ricerca della verticalizzazione anziché della pressione continua nella metà campo avversaria. In questo modo i partenopei riescono a sfruttare al meglio la profondità con palle filtranti alle spalle della difesa, come accade in occasione dei primi due gol: sull’1-0 Politano imbuca per Insigne che si trova solo sul fondo e serve Osimhen che spinge il pallone in porta; mentre il raddoppio è propiziato da una giocata in verticale del nigeriano per Elmas che si procura il rigore trasformato poi dal capitano.

Il Napoli si sta adattando alle caratteristiche di Osimhen

Contro l’Ascoli aveva toccato pochi palloni e raramente si era reso pericoloso, ieri invece le cose sono andate diversamente. La spiegazione al rendimento di Victor Osimhen risulta chiara: quando si gioca in verticale le sue qualità vengono fuori, perché a star fermo in area di rigore ad aspettare i cross lui proprio non ci riesce. Si vede chiaramente quindi come l’ex Lille preferisca di gran lunga le giocate in campo aperto, come quando sul 2-0 fa rizzare i peli dei tifosi sfiorando il raddoppio con una serpentina individuale.

Un altro aspetto da sottolineare è il fatto che Osimhen stia imparando a mettere le sue qualità al servizio della squadra. Lo scatto in verticale non è il suo unico movimento, visto che spesso il nigeriano arretra per ricevere e scambiare di prima con un giocatore vicino andando a favorire l’inserimento di un compagno nello spazio che si è liberato.

Il Napoli si sta dunque adattando alle caratteristiche di Osimhen, mettendo in campo un gioco più aggressivo nel quale si cerca anche la riconquista nella metà campo avversaria per arginare la costruzione e passare al contrattacco. Victor può essere l’uomo da 20 gol stagionali, sebbene abbia ancora qualcosa da migliorare come la freddezza sotto porta, aspetto su cui Spalletti ha fatto molta leva in allenamento.

Da Insigne ai subentrati: le altre impressioni di Napoli-Pescara

Gol e assist contro l’Ascoli, gol e assist anche contro il Pescara. Senza troppi giri di parole, Lorenzo Insigne è ancora l’uomo chiave in questa squadra e vuole continuare ad essere protagonista. Sorrisi e saluti ai tifosi, poi la maglia regalata ad un bambino all’intervallo; e dietro una situazione che lascia presagire qualsiasi scenario in caso di mancato rinnovo. È chiaro però che al momento Luciano Spalletti punta molto sul capitano, che risulta fondamentale sotto tutti i punti di vista, incluso il piano tattico: quando la palla transita sul lato destro del campo, ad esempio, Lorenzo stringe la sua posizione accanto ad Osimhen con Mario Rui che sale andando a formare la fatidica difesa a tre.

A proposito di difesa, ieri la linea azzurra ha dato grandi garanzie nonostante l’assenza di un titolare come Manolas. Buone impressioni da Rrahmani, al quale viene chiesto nell’intervallo di pressare di più gli attaccanti abruzzesi facendo sentire la propria presenza. Sicuri Meret e Ospina tra i pali, Koulibaly regge l’intera retroguardia con Di Lorenzo e Mario Rui che si stanno immedesimando sempre di più negli schemi offensivi e difensivi del mister che ama passare dalla difesa a 4 alla difesa a 3 grazie anche ai loro movimenti.

A centrocampo le chiavi sono in mano a Lobotka, che sta dimostrando di avere un notevole tocco di palla e una buona visione di gioco; Elmas sta maturando e la sua duttilità sta venendo fuori sempre di più; Fabian sembra essere in ombra ma risulta fondamentale in fase di possesso e quado può si fa trovare al limite dell’area per il tiro o si inserisce come quando non trova la sfera da due passi su assist del macedone.

Politano è quello più sotto tono, ma le carte per fare una grande stagione ci sono. Gli subentra Ounas che dà uno scossone alla partita segnando il gol del 3-0 e mettendosi in proprio in molteplici occasioni. Ora si riflette se mandarlo via o meno, ma una riserva come lui ad oggi potrebbe essere oro.

Ultimi appunti sulle sostituzioni: Malcuit spinge molto sulla destra e ci mette tanta sostanza con una serie di chiusure provvidenziali; Zedadka si conferma un giovane da scoprire con la rete del 4-0, su assist del terzino francese; Palmiero si va a posizionare in cabina di regia cercando di impressionare il suo allenatore con la consapevolezza di avere una grande chances per la propria carriera.

Per concludere, il Napoli è pronto per iniziare al meglio la nuova stagione. La rosa a disposizione di Spalletti può ambire al ritorno in Champions ma necessiterebbe di qualche ritocco per evitare di ritrovarsi in situazioni di emergenza in caso di infortuni e convocazioni in nazionale…e magari anche di risolvere, una volta per tutte, il caso Lorenzo Insigne.

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