La stagione da record di Piotr Zielinski

Nonostante risultati al di sotto delle aspettative in tutte le competizioni, la stagione del Napoli si è conclusa anche con diverse note positive. Parliamo del rendimento dei singoli, tra cui Piotr Zielinski, che ha disputato la sua migliore annata a livello realizzativo.

Il polacco ha messo a segno un complessivo di 10 reti stagionali, di cui 8 in campionato, fornendo ben 13 assist (11 in Serie A); il tutto in 3155 minuti giocati (2548 in campionato). Secondo Transfermarkt, il suo valore di mercato nel giro di un anno o poco più ha raggiunto i 50 milioni di euro, facendolo diventare il giocatore più costoso della rosa azzurra insieme a Koulibaly e Osimhen. In più Zielinski è diventato il 79esimo calciatore più prezioso al mondo e l’11esimo in Italia, è al secondo posto tra i giocatori più preziosi della Polonia e il 14esimo calciatore più costoso nel ruolo di “centrale”.

Tra i vari assist, uno dei migliori è quello effettuato per il primo gol di Osimhen contro lo Spezia:

Ma l’evoluzione del valore di mercato ci dice anche come questo abbia subito un calo, registrato durante la gestione Ancelotti. Zielinski, che ha appena concluso la sua quinta stagione in azzurro, ha sempre avuto un rendimento poco costante con tutti gli allenatori. Quest’anno le prestazioni sono cresciute di livello, nonostante la positività al Covid, di modo da aggiungere continuità anche all’interno dei 90 minuti.

Sono arrivati molti gol da fuori area, che hanno contribuito al primato europeo dal Napoli registrato ad aprile secondo tale statistica; ma anche molte giocate decisive che, soprattutto negli ultimi mesi, lo hanno reso un titolare inamovibile.

Zielinski è stato anche al centro del dibattito sul modulo utilizzato da Gennaro Gattuso. Per molti si trattava di un 4-3-3, per altri di un 4-2-3-1. Il tecnico calabrese di partenza ha sempre preferito il secondo, con Piotr ad agire da trequartista centrale; ma lo schema adoperato si poteva pensare anche come un 4-3-3 con il polacco a fare da “terzo” di centrocampo mantenendo una posizione di raccordo con il reparto offensivo. Non sempre infatti si è fatto trovare in zona offensiva durante il fraseggio. Spesso è stato persino coinvolto attivamente in quest’ultimo oppure è andato ad abbassarsi per ricevere palla e inventare la giocata ad una distanza maggiore dalla porta. Altre volte, invece, ha ricevuto palla tra le linee cercando l’inserimento oppure la conclusione dal limite.

Il rendimento è migliorato proprio quando Piotr ha cambiato il proprio ruolo da mezzala, in un centrocampo a tre, a trequartista puro dietro la punta. Nel primo caso era chiamato ad effettuare movimenti anche senza palla cercando le giuste combinazioni con gli esterni di fascia ed aprendo spazi per gli inserimenti. Non che il ruolo non gli fosse congeniale, ma i cambiamenti si sono visti quando è tornato a giocare nella sua posizione naturale.

E lo farà anche con il nuovo tecnico azzurro Luciano Spalletti, che a livello tattico dovrebbe proseguire con lo stesso schieramento, il 4-2-3-1. E per Zielinski, che a 27 anni ha ancora tanto da dare e sarà tra i giocatori chiave del nuovo progetto, potrebbe profilarsi un’altra stagione a suon di gol e assist, magari con una continuità sempre maggiore.

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