Il problema della marcatura a zona, troppi gol subiti allo stesso modo

Fonte foto: SSC Napoli

Un’altra sconfitta, e altri quattro gol subiti. Al di là di quale sarà il futuro di Gennaro Gattuso, al di là di chi si siederà sulla panchina azzurra nelle prossime uscite, il Napoli deve iniziare a risolvere alcuni problemi di fondo. E uno di questi è proprio l’organizzazione difensiva. Cambiano gli interpreti ma la squadra continua a subire molte reti alla stessa maniera, e questo per via della marcatura a zona.

Lo si può vedere in due dei quattro gol realizzati dall’Atalanta nella sfida odierna. In occasione dell’1-0, sul cross di Muriel ci sono almeno tre calciatori nerazzurri liberi di colpire; la sfera arriva sulla testa di Zapata che salta alle spalle di Mario Rui, quando uno come lui andrebbe marcato da uno dei due centrali. Molto simile è la rete del 4-2, messa a segno da Romero su calcio d’angolo, dopo che, tra l’altro, Gattuso aveva sostituito due difensori. Ad eccezione di questo particolare, il problema è evidente. Si può menzionare a tal proposito anche la rete dell’1-0 subita in Coppa Italia, sempre contro la squadra di Gasperini, quando nessuno sa chi deve andare a marcare Zapata, lasciato libero di calciare dal limite dell’area.

Sono problemi, come già detto, evidenti e che emergono quando si gioca contro una squadra come l’Atalanta che allarga il gioco, portando tanti uomini in area di rigore e costringendo i difensori a scalare. In questo caso sarebbe necessario che un centrocampista come Bakayoko arretri sulla linea difensiva per dare supporto al reparto, cosa che non sempre è stata fatta.

La marcatura a zona è un sistema adoperato da tantissime squadre in Italia; un esempio, al di fuori del Napoli, è il primo gol subito dal Milan nel derby contro l’Inter. Il cross di Lukaku trova lo stacco in area di Lautaro Martinez, posizionato tra il difensore centrale di destra, Kjaer, e il terzino destro, Calabria.

Il difetto di questa tattica consiste senza dubbio nel fatto che i calciatori guardino il pallone anzichè gli avversari che si inseriscono; e, soprattutto quando in area di rigore ci sono attaccanti particolarmente pericolosi, bisognerebbe avere delle marcature fisse. Tornando al Napoli, nelle ultime partite è stato possibile evidenziare una serie di reti subite in maniera simile.

La più recente è la prima delle due incassate sul campo del Granada. Il cross di Robert Kenedy trova il colpo di testa vincente di Yangel Herrera, con Di Lorenzo che non riesce a chiudere poichè marcava sia l’autore del gol sia Molina a centro area, con Makismovic libero da marcature e Rrahmani fisso su Vallejo, che però si trova davanti a Molina. E doveva, quindi, essere preso in consegna dal serbo.

Parlavamo di interpreti che cambiano, con il risultato che resta lo stesso. L’ultimo esempio risale al match di Coppa Italia contro lo Spezia. Gli azzurri sono in vantaggio per 4-0, i liguri attaccano con Acampora che dalla sinistra mette in mezzo un pallone basso sul quale si avventa Gyasi che accorcia così le distanze. Il calciatore ghanese si va ad inserire perfettamente tra Manolas e Koulibaly, che si accorgono di aver perso la marcatura quando ormai è tardi. Insomma, il Napoli ha bisogno di un cambiamento sotto molteplici aspetti per dare una svolta a questa stagione. Del resto, continuando così, gli azzurri rischiano di veder sfumare tutti gli obiettivi prefissati…ma, soprattutto, di concludere un’altra stagione totalmente anonima.