Dal grande successo del ’90 ai rigori del 2014: i precedenti del Napoli nella Supercoppa Italiana

Dopo il successo in Coppa Italia di giugno il Napoli è pronto a contendersi un altro trofeo. Alle 21 di stasera sarà ancora Juventus-Napoli, ma stavolta per la Supercoppa Italiana. Al Mapei Stadium gli azzurri cercheranno nuovamente di strappare un trofeo alla Vecchia Signora, che giocherà probabilmente con il dente avvelenato per la cancellazione del 3-0 a tavolino nel match di campionato.

Quella di oggi sarà la quarta finale di Supercoppa per i partenopei, le altre tre sono state disputate tutte contro i bianconeri. Nato nel 1988, il trofeo è stato sempre conteso dalle vincitrici di scudetto e Coppa Italia. Il Napoli si è aggiudicato la terza edizione, per poi tornare a giocare una finale dopo il 2010. Ecco tutti i precedenti:

Il 5-1 del ’90 e la coppa alzata da Diego

Nel 1990 il Napoli si aggiudica, come già detto, la terza edizione della Supercoppa nel suo stadio, il San Paolo. I ragazzi di Albertino Bigon affrontano una Juventus non al top della forma, e si vede fin da subito. Passano 8 minuti ed è subito vantaggio azzurro con Silenzi, che mette dentro un pallone vacante lasciato lì da Careca che si era inserito centralmente in area di rigore. Il raddoppio porta la firma del numero 9 brasiliano, dopo una triangolazione con lo stesso Silenzi che coglie di sorpresa l’intera retroguardia bianconera.

Ad accorciare le distanze è una rete su punizione del Divin Codino, Roberto Baggio, che però non basta a frenare la fame del Napoli che a fine primo tempo dilaga. Su 5 gol nessuno porta la sua firma, ma il genio di Diego Armando Maradona non viene mai a mancare. A due minuti dal 45’ è una sua invenzione in verticale che manda in porta Crippa per il 3-1; e quasi allo scadere della prima frazione c’è tempo anche per il poker di Silenzi.

Nella ripresa, a giochi ormai fatti, arriva il 5-1 definitivo di Careca.  Dopo lo scudetto il Napoli si prende anche la Supercoppa 1990, contro la Juventus vincitrice della Coppa Italia. Nello stadio che oggi è intitolato a lui, Maradona alza al cielo il trofeo da capitano, sarà l’ultimo della sua carriera…

2012 – Tra mille polemiche vince la Juve 4-2

Azzurri e bianconeri si riaffrontano in Supercoppa 22 anni dopo, nel monumentale stadio nazionale di Pechino. La Juve di Conte è reduce dalla vittoria dello scudetto senza perdere nemmeno una partita, il primo scudetto, tra l’altro, dell’infinita serie che continua ancora oggi. L’unica sconfitta di quella stagione è arrivata proprio contro il Napoli di Mazzarri nella finale di Coppa Italia, grazie alla quale i partenopei hanno ottenuto il pass per la sfida in Cina.

Nella prima fase della partita la Vecchia Signora cerca di schiacciare gli azzurri giocando con una difesa molto alta che intorno alla mezz’ora le costa lo svantaggio. Con i difensori juventini allineati a metà campo, Pandev fa filtrare una palla verticale con cui manda in porta Cavani che si fa fermare una volta da Buffon e poi riesce a sbloccare il risultato al secondo tentativo. Dopo lo 0-1 l’inerzia del match passa a favore degli azzurri che cercano il raddoppio ma finiscono per subire il pareggio. La sventagliata di Vidal verso il limite dell’area trova pronto Asamoah che si coordina e lascia partire un sinistro al volo che batte De Sanctis sul primo palo. E’ un gol di notevole bellezza tecnica, per il calciatore che sarà nominato il migliore della partita.

Ma il Napoli non ci sta e al 41’ ripassa in vantaggio con un’altra giocata in verticale e Pandev che arriva davanti a Buffon per poi superarlo con un pallonetto. Nella ripresa è la Juve ad entrare meglio in campo e a rendersi pericolosa con una traversa di Vucinic e una punizione di Pirlo.

Durante il corso della partita aveva lasciato correre su una serie di contatti in area di rigore, ma al 73’ l’arbitro Mazzoleni punisce il fallo di Fernandez su Vucinic che consente a Vidal di pareggiare dagli undici metri. Si va ai supplementari…ma il Napoli ci va in 9 uomini. Per una presunta frase irriguardosa verso uno dei due guardalinee, il direttore di gara estrae il rosso diretto nei confronti di Pandev, che esce dal campo incredulo dopo una decisione più che contestata. E proprio nei secondi finali viene espulso anche Zuniga per doppia ammonizione, dopo un intervento non ravvisato di Vidal ai suoi danni. E, come se non bastasse, viene allontanato anche Walter Mazzarri.

Nei due tempi di extra-time il Napoli non regge l’inferiorità numerica e crolla: un autorete di Maggio e il poker di Vucinic fissano il 4-2 per la Juventus. Ma la ferita resta, e addirittura la squadra partenopea decide di non presentarsi alla premiazione, ricevendo anche una multa in seguito.

Il Napoli vede vicina la sconfitta ma alla fine trionfa in Qatar

Dalle mille polemiche del 2012 si passa alle mille emozioni della finale del 2014. I bianconeri, campioni d’Italia, sfidano a Doha gli azzurri vincitori della Coppa Italia in finale contro la Fiorentina. E’ un altro Napoli rispetto a quello di due anni prima…è il Napoli di Benitez, Higuain, Callejon, Mertens, che riesce a vendicare il K.O. di Pechino dopo una partita che ha lasciato tutti con il fiato sospeso fino alla fine.

Passano soltanto 5 minuti e la Juventus è già in vantaggio. Un pasticcio della retroguardia partenopea manda in porta Tevez che non sbaglia davanti a Rafael. Peggio di così non si poteva iniziare, ma la reazione degli azzurri non si fa attendere e arrivano una serie di occasioni da gol tra cui il palo di Marek Hamsik che fa tremare la porta di Buffon. Nei bianconeri il più pericoloso è Carlitos Tevez, che impegna più volte Rafael.

La ripresa è quasi tutta di marca azzurra. Prima Callejon sfiora il palo dopo un inserimento dei suoi alle spalle della difesa, poi Higuain colpisce il legno dopo una splendida giocata verticale con Hamsik. Il pareggio, meritato, lo firma proprio il 9 argentino di testa su cross di De Guzman dopo una grande azione dell’olandese sulla fascia sinistra.

Anche stavolta si va ai supplementari. Gli azzurri sembrano stanchi, i bianconeri sono evidentemente più lucidi e dominano nei primi 15’ di extra time. E all’inizio del secondo tempo la squadra di Benitez vede per la prima volta la sconfitta vicina. Dopo un’azione insistita è un diagonale chirurgico ancora di Tevez a portare nuovamente in vantaggio la Signora. E’ il minuto 106, ne mancano 14 alla fine e il gol potrebbe far perdere le speranze ai partenopei soprattutto dopo che Higuain da posizione ravvicinata spara su Buffon una conclusione potente di destro.

Ma nel calcio, si sa, in partite come queste non è mai detta l’ultima parola…e a due minuti dal 120’ trova nuovamente il pareggio Gonzalo Higuain, in mischia, facendo esplodere di gioia tutta la panchina del Napoli. A Doha decidono gli argentini, Higuain e Tevez, ma per conoscere l’esito della sfida bisogna andare ai calci di rigore

Inizia il Napoli, ma l’inizio non è dei migliori per entrambe le squadre perché sbagliano due specialisti, Jorginho e Tevez. Dopodiché si va ad oltranza senza neanche un errore e con le realizzazioni di Ghoulam, Vidal, Albiol, Pogba, Inler, Marchisio, Higuain e Morata. Segnano poi Gargano e Bonucci, e dopo essere stato ripetutamente in vantaggio nella serie il Napoli vede la sconfitta vicina. Sbagliano consecutivamente Mertens e Callejon, che si fanno parare le conclusioni da Buffon. Due match point di fila quindi per i bianconeri, entrambi sprecati prima da Chiellini, che calcia debolmente tra le braccia di Rafael, e poi da Pereyra, che calcia alto.

Segna quindi Koulibaly, dopo aver colpito il palo, e altro penalty decisivo, stavolta sui piedi di Padoin. Il rigore è calciato bene ma, dopo averne intuito soltanto uno fino a quel momento, Rafael Cabral decide di diventare l’eroe della serata andando a neutralizzare la conclusione con una parata spettacolare. Se la sfida tutta argentina tra Higuain e Tevez l’ha vinta il Pipita, nel momento decisivo si è aggiunto un altro protagonista, sudamericano anche lui ma brasiliano, che aveva cercato di ipnotizzare gli avversari dal dischetto con una “danza” sulla linea di porta: due volte ci è riuscito, quanto è bastato per regalare la seconda Supercoppa al Napoli.

Sono passati poco più di 6 anni da quella vittoria indimenticabile per il popolo partenopeo, e stasera c’è l’occasione per strappare nuovamente il trofeo alla Signora che quest’anno sta facendo molta fatica a dominare in Italia. Ma è un momento strano anche quello del Napoli, capace di grandi exploit come il 6-0 alla Fiorentina e di clamorose debacle come l’1-2 casalingo con lo Spezia. Tuttavia sappiamo bene che questa squadra è in grado di vincere qualsiasi tipo di partita se mette in campo tutta la propria qualità, determinazione e specialmente la massima concentrazione…un po’ come nella scorsa finale di Coppa Italia, quando gli uomini di Gattuso la spuntarono grazie soprattutto agli ultimi due fattori citati…