Diego Armando Maradona: l’ultimo Re di Napoli

E’ passato poco, pochissimo dall’addio di Diego Armando Maradona, ma le ultime ore sono state un turbinio di emozioni; così pesanti e tristi che pare passata una vita. Dalla notizia che prende tutti in contropiede, come amava fare con le difese avversarie, ai cori all’esterno del tempio in cui ha disegnato calcio di chi chi lo ha amato e venerato come un Dio. Ebbene si, perchè a Napoli Maradona non era solo un calciatore, ma era un pezzo di storia – il più importante per il Napoli – il calciatore simbolo di una rivoluzione e della battaglia contro lo strapotere delle squadre del nord e in particolare alla Juventus, contro la quale di gol ne ha segnati e anche di indimenticabili.

L’amore a prima vista

Maradona arrivò a Napoli nell’estate dell’84’, una trattativa complessa quella della società azzurra, pilotata dal presidente – al tempo Ferlaino – che fece di tutto per portarlo con se a Napoli sotto consiglio di Gianni Di Marzio; che lo aveva sponsorizzato e portato in punta di piedi in una città che in Maradona riconosceva il proprio salvatore, l’eroe da osannare e non solo. Prima di passare al Napoli però, Diego aveva vestito le maglie di Argentinos Juniors e Barcellona. Con i catalani forse un esperienza non proprio felice; il rapporto con la città non era idilliaco e nonostante anche lì insegnasse calcio gli infortuni e i malumori ne segnarono le giocate.

A Napoli l’impatto fu subito magico, un amore a prima vista, di quelli che ricordi ancora il profumo; e Diego ne aveva un ricordo indelebile. Novanta mila persone che rumoreggiavano nell’aria gridando il suo nome, cercando tra la folla di vedere un palleggio, di ammirare un genio; un semi dio sceso tra i comuni mortali per insegnare l’arte del calcio. E in sette anni Diego non ha mai fatto rimpiangere un biglietto pagato, non ha mai fatto andar via uno spettatore scontento; ma sempre estasiato e affascinato da quel suo modo semplice ma al col tempo magico di toccare il pallone per poi infilarlo alle spalle del portiere avversario.

I primi anni a Napoli

I primi anni a Napoli del ‘Pibe de oro’ furono da vero Re; era osannato in tutti i sensi. Nella sua residenza partenopea di allora, Villa Fiorito, era un continuo via vai di appassionati e tifosi che cercavano il Re del gol dai cancelli; e spesso e volentieri lui si confrontava con i tifosi, non troppo ovviamente, ma quel tanto che bastava per strappare un sorriso e rendere felici con un autografo o una foto chiunque glieli chiedesse. Si, perchè Diego era abituato a questi gesti; teneva a mente e faceva felici i giovani ragazzi della primavera – ne sa qualcosa Ciro Ferrara – e tutti coloro che l’hanno conosciuto dai magazzinieri di allora ai raccatta palle.

Questa infinita bontà era anche accompagnata dai risultati sul campo, infatti nei primi due anni porta uno scudetto a Napoli, il primo è il più bello; il meno atteso e forse anche il più cercato. Una città intera gioiva con il suo ‘Masaniello’ un trofeo mai vinto e che per certi versi fu anche inaspettato. Poi due anni di inseguimenti alla ricerca del secondo scudetto, senza vincerlo. Il potere del Milan di allora era forte, e nonostante il talento e la forza del 10 il Napoli di Bianchi arrivò dietro i rossoneri per ben due anni di fila.

La consacrazione

Dopo due anni di delusioni, il gruppo squadra capeggiato dal suo leader si schiera con il mister Bianchi per provare a realizzare qualcosa di mai visto a Napoli, qualcosa che si ricorderà nei tempi che verranno e che nessuno potrà mai ripetere. E così fu! Il patto fatto nello spogliatoio fu determinante per portare a termine una stagione difficile, ma altrettanto vincente. Uno scudetto e una coppa Uefa – attuale Europa League – un qualcosa che a Napoli non aveva mai fatto nessuno, e che quel gruppo con determinazione e proprietà dei propri mezzi realizzò.

Tutto ciò però fu possibile grazie al suo re: Diego Armando Maradona. Che lottò a spada tratta contro le grandi del campionato, e che permise al popolo di Napoli e al sud Italia di trovare riscatto; in un periodo storico dove il meridione italico soffriva il potere del nord e Diego arrivò portando lustro al calcio italiano e al Napoli. Diego era sempre pronto, sempre in prima fila quando c’era da far sentire la voce del Napoli.

25-11-2020, questa la data in cui Napoli ha perso il suo ultimo Re; data in cui il dio del calcio ha lasciato il mondo terreno – che ha colorato con l’estro del suo talento – per riconciliarsi con il mondo ultra terreno che lo ha partorito, con l’azzurro sempre nel cuore.

Ciao Diego!

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