Diritti tv – La Serie A si affida ad una media company, ora serve la stabilità finanziaria

Mercoledì, dopo la riunione di Lega in un hotel di Milano, i 20 club di Serie A hanno stabilito all’unanimità il futuro dei diritti tv. La decisione finale è ricaduta sulla creazione di una media company a cui affidare proprio la gestione dei diritti (clicca qui per saperne di più). Ma facciamo un attimo un passo indietro, per capire anche come si è arrivati a tutto ciò.

Tutta la vicenda dello scontro tra Sky e la Lega sulla famosa sesta rata è ormai nota, e si può anche considerare archiviata. Qualche dubbio era rimasto sul bando gare del prossimo triennio, ma a margine dell’assemblea il presidente Dal Pino ha rassicurato tutti dicendo che “il bando gare si farà, è un processo che gestiremo rapidamente e per il quale non siamo preoccupati”.

Intorno a metà agosto già si era a conoscenza dell’interesse di sei fondi d’investimento, nonostante lo slittamento dell’assemblea di Lega, prevista inizialmente per il 25 agosto. Sul tavolo le proposte di Bain, Cvc e Advent, intenzionati ad acquisire quote di minoranza della media company, mentre Apollo, Fortress e Blackstone erano interessati a svolgere un ruolo da finanziatori.

Il 22 agosto invece Il Sole 24 Ore e Ansa hanno riportato di tre fondi pronti ad unire le forze nella trattativa con la Lega Serie A. L’obiettivo era quello di presentare un’offerta vincolante entro martedì 25 agosto, data stabilita come ultimatum, per acquisire il 10-15 % delle azioni della media company. Ma non solo, perché i tre fondi miravano anche ad intervenire sugli stadi. Una parte della somma totale da investire sarebbe stata destinata infatti al rinnovamento degli impianti sportivi perché, effettivamente, oltre all’aspetto economico la Serie A farebbe bene a curare anche la propria immagine.

Tra l’altro il famoso piano di Aurelio De Laurentiis è rimasto vivo. A confermarlo è stato lo stesso patron azzurro con una nota sul proprio profilo twitter, in cui ha parlato anche di una Serie A che ha bisogno di guardare al futuro:

Nel frattempo, la data per il termine delle offerte è stata rinviata al 28 agosto, e l’assemblea di Lega al 9 settembre.

Si arriva così al giorno della riunione, che si svolge in un hotel di Milano. I 20 club di Serie A (presenti anche le neopromosse) hanno valutato dunque il futuro dei diritti tv, a fronte di due offerte pervenute alla Lega. C’era la proposta del trio Cvc, Advent e Fsi pari a 1,625 miliardi, e quella del duo BainNb Renaissance da 1,35 miliardi. Entrambe, da ricordare, finalizzate ad ottenere il 10% della media company. Sul tavolo anche alcune offerte da parte di fondi interessati soltanto ad un ruolo da finanziatori. L’esito dell’assemblea è stato a favore della media company creata dalla Lega, mentre la decisione dei fondi che ne entreranno a far parte sarà presa nelle prossime settimane.

Come già anticipato, e come sottolineato anche dal presidente Dal Pino, adesso c’è bisogno di attuare vari processi di ammodernamento degli impianti attuali e di costruzione di nuovi stadi. In questo modo, si cercherebbe di stare al passo con il resto d’Europa, ma parliamo anche di una pratica legata alla media company. Resta il fatto che, senza strutture idonee risulta difficile competere.

Sempre Dal Pino in conferenza stampa ha fatto luce sul bisogno di una stabilità finanziaria: non a caso, infatti, per via di un aumento dei debiti la Serie A necessita di avere un partner: ”Abbiamo dato dimostrazione di avere difficoltà di governance, perché non siamo in grado di farlo da soli. I nostri debiti sono aumentati, 10 anni fa la Serie A era seconda in Europa, oggi si trova dietro Liga e Bundesliga e poco davanti la Ligue 1. Abbiamo 4,3 miliardi di debiti, e non è poco. Abbiamo bisogno di stabilità finanziaria, la soluzione è metterci insieme a qualcuno, e mi fa piacere farlo con alcuni fra i fondi di private equity più importanti del mondo”.

Se qualcuno si stesse chiedendo che fine faranno le emittenti satellitari che attualmente trasmettono le partite di Serie A, il direttore de Il Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni ha fatto chiarezza su questo punto (clicca qui per leggere le sue dichiarazioni). Per il momento dunque, nonostante Sky abbia perso il monopolio sui diritti tv, è quasi impossibile ipotizzare un cambiamento così importante.

Adesso bisognerà decidere con quale fondo d’investimento accordarsi, ma dalla riunione di mercoledì abbiamo avuto segnali di unità vista la decisione unanime. Al tal proposito, il presidente del Torino Cairo ha spesso belle parole: “Sarà un cambiamento importante che valorizzerà il calcio italiano. Nonostante ci fossero 20 presidenti e quindi 20 modi di pensare, abbiamo dato un bel segnale d’unità affidando ad alcuni manager scelti da noi la gestione della Serie A”.