Sōkratīs, il tackle prima di tutto

Appena avrà la certezza che la trattativa con il Manchester City per il cartellino di Koulibaly andrà a buon fine, il Napoli potrebbe mettere sotto contratto Sōkratīs Papastathopoulos. Come ha confermato Aurelio De Laurentiis a Canale 21 due giorni fa: «Ci stiamo lavorando, se cederemo ci faremo trovare pronti».

L’arte del tackle

Sokratis incarna perfettamente l’archetipo del difensore moderno. Nonostante abbia 32 anni (classe ’88) è esplosivo – più nel breve che nel lungo –, a una fisicità arcigna coniuga una buona abilità nell’impostazione e spesso riesce ad anticipare gli attaccanti spezzando la linea difensiva. Tutte queste peculiarità lo hanno portato, non a caso, a essere prima titolare nell’ultimo Borussia Dortmund di Klopp, poi a diventarne addirittura capitano.

Tuttavia, la qualità che spicca di più nel modo di difendere – piuttosto spericolato – di Sokratis è la capacità di affondare il tackle in scivolata. Per sopperire a una velocità discreta ma non esaltante, il difensore greco ha abituato il suo corpo a piazzarsi nel modo più rapido per rimontare la distanza tra sé e l’attaccante di riferimento. Il tempismo delle scivolate di Papastathopoulos è notevole, tanto che la Bundesliga – due anni fa – gli ha dedicato un video sul proprio canale Youtube, mostrandone i migliori cinque interventi.


Il fisico possente di Sokratis lo aiuta anche in un altro fondamentale che è alla base del suo gioco: i salvataggi. Effettuandone 3.5 ogni novanta minuti (per capirci, Van Dijk ne effettua 4.3 a partita, Koulibaly 2.4), l’ex Borussia è specializzato nell’essere l’ultimo baluardo della sua squadra – ovvero quello che Koulibaly è stato per il Napoli negli ultimi cinque anni. Il che non è scontato: Sokratis è un difensore aggressivo, e tradizionalmente molto istintivo. Un dato che evidenzia bene questa sua caratteristica – a volte anche negativa – è quello delle ammonizioni; nella Premier League 2018/19 ne ha rimediate 12, in sole 25 partite.

Sostituire Koulibaly

Tra l’altro, le esperienze in Germania con Klopp e quella in Inghilterra con Emery, hanno abituato il greco a un contesto che gli si addice, che è quello della difesa alta in squadre proattive (cioè che impongono il gioco, e non lo subiscono) e dominanti. A testimonianza di ciò, la difficoltà che Sokratis ha avuto nell’adattarsi al Milan di Allegri nel 2011, in cui ha totalizzato solo cinque presenze. Quel Milan difendeva infatti molto spesso in maniera posizionale e statica, con tre mediani di rottura (Gattuso, Van Bommel e Ambrosini) a protezione.

Proprio questa tendenza tattica di Sokratis potrebbe favorire l’evoluzione del Napoli di Gattuso verso una difesa più aggressiva e compatta nel pressing. C’è da capire però – se davvero Papastathopoulos dovesse essere preso come sostituto di Koulibaly – quanto una coppia con Manolas possa essere efficace ad alti livelli. La mancanza di un centrale abile nelle letture e nella guida della difesa manca dall’addio di Albiol, e Sokratis non sembra essere un profilo che corrisponde a queste prerogative.


Non è detto infatti che Papastathopoulos possa sopperire ai problemi difensivi che la coppia Koulibaly-Manolas ha evidenziato lo scorso anno. Posto che trovare un sostituto di Koulibaly a certe cifre è impossibile, il greco – dal canto suo – porterebbe con sé esperienza internazionale (77 partite nelle competizioni europee) e doti di leadership invidiabili. Insomma, se da una parte il profilo di Sokratis non è certo di un difensore come Albiol, il suo «vissuto» e la sua efficacia negli interventi potrebbero comunque regalare al Napoli un difensore di livello indiscusso. Almeno per il presente.

 

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