Speciale Callejon – L’arrivo, il sogno scudetto e un inizio da campione

Dopo 7 stagioni in maglia azzurra, Josè Maria Callejon saluta ufficialmente il Napoli. E lo fa lasciando un ricordo indelebile nella mente e nel cuore della squadra e dei suoi tifosi, che difficilmente dimenticheranno la sua professionalità e i suoi inserimenti alle spalle della difesa, presenza costante e imprescindibile sulla fascia destra. Questa rubrica sarà dedicata a lui, per andare a ripercorrere quella che è stata la sua esperienza all’ombra del Vesuvio: 7 lunghi anni conditi da oltre 300 presenze, 82 gol e 78 assist.

L’arrivo

Nel 2013 Callejon passa dal Real Madrid al Napoli per 9,5 milioni di euro. È un Napoli che sta cambiando pelle, siamo all’inizio di un nuovo progetto tecnico che vede il tecnico spagnolo Rafa Benitez prendere il posto di Walter Mazzarri in panchina. Si cambia modulo, si passa dal 3-5-2 al 4-2-3-1; è tempo di dire addio a calciatori come Cavani, Campagnaro, De Sanctis, e accoglierne altri come Higuain, Albiol, Reina, Mertens e lo stesso Josè.

La presentazione e la profezia di Benitez

“Spero di essere un calciatore all’altezza di questa squadra e di essere apprezzato dai tifosi. Benitez è stato decisivo per il mio arrivo, sono pronto a lottare per questa maglia. Il mio obiettivo? Vincere uno scudetto con il Napoli – con queste parole lo spagnolo si presenta ai propri tifosi, a chi ancora non lo conosce e neanche immagina che diventerà grande in maglia azzurra.

Chi invece lo ha immaginato e lo ha previsto, è stato il tecnico che lo ha voluto fortemente, Rafa Benitez: “Josè è convinto di fare bene qui, ha un forte senso del gol e credo posa segnarne da 10 a 20”. Una vera profezia, dato che Callejon conclude la stagione 2013/14 con un bottino di 20 gol.

Un inizio super

Se all’inizio gli occhi sono tutti puntati su Gonzalo Higuain, a prendersi la scena sono invece altri due giocatori. Uno è Marek Hamsik, che dopo pochi mesi diventerà capitano, il quale apre il suo score con due doppiette nelle prime due giornate. L’altro è quel numero 7, quel giocatore che gioca come ala destra e pare non avere alcun concorrente in quella posizione; quel giocatore che sa usare entrami i piedi, che si sa adattare in tutti i ruoli, che si inserisce alle spalle della difesa e segna d’opportunismo.

Callejon inaugura la stagione del Napoli sbloccando la sfida d’esordio contro il Bologna con un tap-in a porta vuota. Nella gara successiva a Verona contro il Chievo realizza il momentaneo 1-2 con un altro gol di rapina su assist di Higuain (con il quale formerà un’intesa vincente). Alla terza giornata chiude i conti contro l’Atalanta sul 2-0 dopo un grande assist di tacco di Dzemaili. Tre gol in tre partite, meglio di così non poteva certo iniziare la sua avventura all’ombra del Vesuvio.

A livello tattico, c’è da dire che per Josè è cambiato ben poco dai tempi di Madrid. Il Real di Mourinho giocava infatti con un modulo speculare a quello di Benitez, il 4-2-3-1. Sostanzialmente la posizione in campo rimane la stessa, con l’unica differenza che in Spagna Callejon deve fare concorrenza a giocatori del calibro di Ronaldo, Ozil e Di Maria. Nonostante ciò nell’ultima stagione a Madrid colleziona 41 presenze, seppur 20 da subentrato e 11 uscite prima del 90’, con un totale di 5 gol e 7 assist.

Una prima stagione da incorniciare

Nella sua prima annata in azzurro invece Josè si toglie parecchie soddisfazioni. Va menzionato a tal proposito il gol alla Juventus nella 31esima giornata di campionato, con un gran taglio alle spalle della difesa su assist di Insigne. Da citare anche la rete spettacolare contro il Catania, con un sinistro a giro da fuori area che si insacca all’incrocio dei pali, a dimostrazione della capacità di saper usare entrambi i piedi. Oppure il gran destro al volo su assist d’esterno di Higuain contro la Fiorentina. E ancora la rete che chiude i conti sul 2-4 a Roma con la Lazio, quando si è dovuto adattare nel finale al ruolo di prima punta. E ancora il colpo di testa che decide la sfida con la Roma, e la punizione contro la Sampdoria alla penultima giornata. Un calciatore che davvero segna in ogni modo e in qualsiasi ruolo.

E a proposito di soddisfazioni, non si può non parlare del successo in Coppa Italia. A gennaio gli azzurri esordiscono nel torneo contro l’Atalanta, e si trovano subito in svantaggio dopo 13 minuti. Ma ne bastano due per pareggiare. Ci pensa proprio Josè che realizza un gol spettacolare andando a calciare al volo su assist di Reveillere: coordinazione spettacolare, destro imparabile per l’estremo difensore nerazzurro, una rete da applausi. Alla fine lo spagnolo si regala anche la doppietta per il 3-1 finale. Dopo aver eliminato la Lazio ai quarti, in semifinale c’è la Roma. Gli azzurri perdono l’andata all’Olimpico e si giocano tutto nella gara di ritorno al San Paolo. Sblocca l’incontro proprio Callejon, ancora di testa su assist di Maggio. Alla fine i partenopei vincono per 3-0 staccando il pass per la finale, vinta per 3-1 ai danni della Fiorentina.

Una seconda stagione tra gioie e dolori

La stagione 2014/15 inizia purtroppo con una delusione, ossia l’eliminazione ai preliminari di Champions League. In Serie A invece, è ancora una volta Callejon a realizzare il primo gol del campionato. La prima giornata si disputa a Marassi contro il Genoa, e lo spagnolo va a segno dopo soli 3 minuti con la specialità della casa, destro al volo su assist dalla sinistra di Higuain ad attraversare tutta l’area di rigore e a pescare il numero 7 sul secondo palo.

La stagione va poi avanti tra alti e bassi, tra gioie e dolori. Dopo due partite a secco, va a segno per 5 incontri di fila con un totale di 6 gol, tutti piuttosto simili tra di loro, realizzati con il solito inserimento alle spalle della difesa. Poi arriva la sfida di Bergamo contro l’Atalanta, una delle partite più sfortunate per gli azzurri. Dopo il vantaggio nerazzurro firmato da Denis, il Napoli si rende pericoloso con Ghoulam che salta un paio di avversari e serve un assist per Callejon sul secondo palo. Lo spagnolo sorprende alle spalle persino il portiere avversario, ma clamorosamente calcia alto a pochi centimetri dalla porta vuota. Un gol più facile sa segnare che da sbagliare. E a proposito di sfortuna, dopo il pareggio di Higuain arriva anche il rigore sbagliato dall’argentino nel recupero.

Nel match successivo lo spagnolo ex Real Madrid si fa perdonare e chiude i conti sul 2-0 contro la Roma, per poi iniziare un digiuno lungo circa due mesi. Ma nel mentre può esultare comunque per la vittoria in Supercoppa contro la Juventus, in un’incredibile sfida vinta ai calci di rigore. Forse però non tutti ricordano che Josè aveva rischiato di consegnare la vittoria ai bianconeri, sbagliando il terzo penalty nella serie ad oltranza. L’errore appena successivo di Pereyra, e quello decisivo di Padoin hanno consentito poi agli azzurri di alzare al cielo il trofeo.

In Serie A Josè ritrova il gol contro il Cesena, per poi restare a secco per altri 3 mesi. Dopodiché arrivano due marcature di fila contro Fiorentina e Cagliari, e una rete in Europa League contro il Wolfsburg, che sarà l’ultima della sua stagione. Un’annata che si conclude con l’amaro in bocca per via dell’eliminazione alle semifinali di Europa League e Coppa Italia, e la mancata qualificazione in Champions League.

C’è ancora molto da raccontare dei 7 anni di Callejon a Napoli, per adesso ci fermiamo alle due stagioni con Rafa Benitez in cui sono arrivati due trofei e in cui Josè ha posto le basi per un’avventura che si porterà dietro per sempre.