Goal.com – Il crollo verticale di Allan: da pilastro del Napoli a riserva e partente

Chi se lo sarebbe mai immaginato. Allan e il Napoli stanno per salutarsi nel modo più triste, dopo mesi da separati in casa che macchiano stagioni di altissimo livello.

Tra il brasiliano e gli azzurri inizia alla grande, con l’approdo sotto il Vesuvio nel 2015 e un inserimento tanto rapido quanto fondamentale per avviare il ciclo Sarri: Allan mezzala destra, corsa, inserimenti e anche qualche goal. Il massimo.

Per il verdeoro tre stagioni – impreziosite dalla prima convocazione nella Seleçao – su livelli altissimi, che dopo l’addio dell’attuale allenatore della Juve vengono confermati nei primi 6 mesi di gestione Ancelotti: prestazioni maiuscole anche in Champions, con una notte che segna lo spartiacque tra ‘love story’ e rapporto complicato.

PSG-Napoli, 24 ottobre 2018: al ‘Parco dei Principi’ Allan si prende la scena rubando palloni in sequenza a Neymar e soci, una prestazione clamorosa impossibile da non notare. Nemmeno per Al-Khelaifi, che a gennaio bussa alla porta del Napoli mettendo sul piatto 80 milioni.

De Laurentiis tentenna ma alla fine resiste, il brasiliano rimane in azzurro e rinuncia al contratto della vita: è lì che l’idillio si spezza, perchè da quel momento in poi Allan non è più lui. Anzi.

Un calo di rendimento, sia tecnico che mentale, lo porta pian piano a scivolare indietro nell’indice di gradimento dei tifosi fino alla famosa notte di Napoli-Salisburgo, diventata famosa per l’ammutinamento. Allan viene ritenuto tra i fautori dell’iniziativa, entra in collisione con società e ambiente e comincia a giocare meno.

Con l’addio di Ancelotti e l’arrivo di Gattuso, il matrimonio si incrina definitivamente: l’ex Udinese perde il posto, diventa una riserva e quando viene chiamato in causa sembra quasi un corpo estraneo al progetto.

Ringhio gli preferisce Fabian, Zielinski ed Elmas, a gennaio prende Demme e Lobotka per completare il reparto: Allan è la sesta scelta. Problemi fisici, panchina, qualche mancata convocazione: nelle ultime 20 partite solo 2 maglie da titolare, il fuoco si spegne gradualmente, fino a un divorzio ormai imminente.

Al termine della stagione le strade del brasiliano e del Napoli, a meno di clamorosi ribaltoni, si divideranno: il goal al Sassuolo (punito anche all’andata) è solo un palliativo che non cancella l’involuzione, figlia di avvenimenti e dinamiche letali. Ancelotti potrebbe riabbracciarlo all’Everton, ma ad oggi sono solo rumors: l’unica certezza è che tra Allan e gli azzurri sta finendo.

Editoriale a cura di Claudio D’Amato (Redazione Goal Italia)