Le multe, un problema ancora irrisolto che rallenta i rinnovi

Tutto ebbe inizio quel 5 novembre, al termine della sfida di Champions contro il Salisburgo pareggiata al San Paolo per 1-1. Il Napoli continuava a faticare in campionato e dopo l’ennesima partita senza vittoria il presidente De Laurentiis decise di mandare tutta la squadra in ritiro a Castel Volturno. Ma la decisione non fu presa bene dai calciatori, i quali comunicarono alla società che non avrebbero rispettato l’ordine del patron. In particolare, a fare la voce grossa furono il capitano Lorenzo Insigne e Allan, che rivolse pesanti accuse al vicepresidente azzurro Edoardo De Laurentiis.

La risposta della società non si fece attendere: multe per tutti, poiché anche i giocatori inizialmente contrari avevano aderito alla ribellione, per un totale di 2,5 milioni di euro e richiesta di risarcimento per danni di immagine. A questo punto a gennaio ci sarebbe stato lo scontro in tribunale.

A tal proposito, il club decise di nominare Bruno Piacci come arbitro per i 24 collegi che si sarebbero dovuti formare. Ma ecco che arrivarono nuove polemiche da parte della squadra, precisamente da 6 giocatori. Insigne, Lozano, Manolas, Mertens, Milik e Zielinski richiesero infatti la sostituzione di Piacci con un altro arbitro. Questo perché i 6 azzurri lo ritennero poco idoneo a fare da mediatore e a gestire 24 collegi (25 se si aggiunge quello già affrontato con Higuain in passato a causa di possibili mancati pagamenti).

Così il 22 gennaio andò in scena al Tribunale di Napoli quello che tutti chiamano come primo round, tra De Laurentiis e Mino Raiola, agente dei 6 giocatori. Il ricorso presentato contro Bruno Piacci fu dunque respinto e il primo scontro fu così vinto dal club. Ma, per via di alcune questioni burocratiche, non si è mai formato alcun collegio e la situazione è rimasta in sospeso.

Ma ADL non ha mai dimenticato l’offesa incassata dalla società. La faccenda tornò di moda a fine marzo, quando ci fu un confronto positivo tra Insigne e la dirigenza. E nel frattempo la situazione venne seguita attentamente anche dall’Assocalciatori.

Ad aprile però, in tempi di coronavirus, è subentrato anche un altro problema: il taglio degli stipendi. Inizialmente si era pensato di risolvere le due faccende mandando i 2,5 milioni in beneficenza o semplicemente congelando uno o più pagamenti mensili. Con tutta probabilità ci sarebbe stato un altro scontro in casa Napoli ma lo stop del campionato ha evitato che si arrivasse nuovamente ad un braccio di ferro.

La nuova complicazione è arrivata a metà aprile, quando Dries Mertens in sede di rinnovo ha citato l’argomento, con ADL che non l’ha presa bene. E inoltre a fine mese il legale della SSC Napoli Mattia Grassani ha dichiarato che la questione era ferma da prima del lockdown. 

Le multe tutt’oggi sono un problema che complica e non poco i rinnovi contrattuali. Inoltre proprio negli ultimi giorni i calciatori azzurri avrebbero chiesto al presidente di risparmiare loro le multe sui diritti d’immagine (clicca qui per maggiori dettagli). Ma la dirigenza sembra essere inamovibile anche sotto questo aspetto e decisa a non arrendersi alle richieste di sconti. Vedremo col tempo come si evolverà la situazione sperando che non vada a complicare più di tanto i rinnovi degli azzurri che dovranno essere al centro del nuovo progetto.