Possiamo parlare di Gattusismo?

Il Gattusismo: questa parola è entrata nel vocabolario dei tifosi partenopei da metà febbraio in poi e la definizione ideale sarebbe “il Gattusismo è la filosofia di Gattuso: una squadra capace di giocare con grinta e di fino”.

Ovviamente il Gattusismo non esiste come termine nel dizionario, non come il Sarrismo. Ma, se vogliamo fare un’analisi, la filosofia e il lavoro di Gattuso non porteranno magari frutti maturi come quello di Sarri, ma risultati soddisfacenti sì.

Innanzitutto, bisogna riconoscere a Ringhio una cosa: la consapevolezza dei suoi limiti. Gattuso era un giocatore che ha vinto tanto( capitanato da un Ancelotti ancora vincente), ma come altri grandi campioni, ha subito intuito 2 cose: bisogna studiare per essere un bravo tecnico e un bravo tattico, e bisogna farsi le ossa.

Nella sua (breve) carriera da allenatore, Gattuso ne ha vissute di tutti i colori: ha gestito presidenti vul canici e squadre senza società e, ipensando a queste esperienze sofferte ma formative, ha imparato ad apprezzare una rosa come quella del Milan e del Napoli.

Per Gattuso, scegliere Napoli non è stato un problema, anzi un onore; la sua voglia di rimettersi in discussione e farlo in un club che è tra i più continui in Italia è un piacere: inoltre ha potuto gestire una rosa ferita caratterialmente, ma forte qualitativamente.

Il suo ruolo da allenatore, unito ad uno staff tra i migliori in circolazione e un lavoro da fine psicologo per risollevare il gruppo sta iniziando a dare i suoi frutti e il rinnovo sembra il giusto premio per un lavoro eccellente.

Ma ora ci poniamo una domanda: ma avere Gattuso dall’inizio quanti punti farebbe guadagnare al Napoli? Beh, se al Milan è arrivato a un punto dalla Champions con varie turbolenze, con una squadra rinforzata e costruita per il suo gioco chissà dove potrebbe condurre la barca azzurra: io non lo so, ma un po’ di fiducia ce l’ho.