VAR sì o VAR no?

Quante volte ci siamo ritrovati a pensare “VAR ma quanti errori!” al termine di un match? Esperti di calcio e non spesso si sono trovati in accordo di più su ciò che commetteva il VAR in negativo che sui benefici e vantaggi del suo utilizzo.

Ormai sono quasi tre anni che il Var è entrato a far parte del nostro campionato e la sua presenza ha sicuramente influenzato il gioco, forse ancor più di quanto si pensasse. Molti pensano che abbia avuto un impatto negativo sul calcio giocato, mentre altri pensano che finalmente ci può essere un maggiore controllo di ciò che l’occhio umano non riesce a percepire nell’immediato.

Ma analizziamo nel concreto “l’effetto Var” partendo da ciò per cui è nato:

Il fuorigioco: grazie al Var si può determinare con precisione se ci sia o meno il fuorigioco togliendo praticamente ogni possibilità d’errore;

Gol non gol: ad ogni gol realizzato o annullato parte dal Var una sorta di radiografia dell’azione.

Ovviamente in quest’ultimo caso subentra una certa discrezionalità dell’arbitro, cosi come nel caso di un calcio di rigore.

Quando si tratta di un probabile rigore non c’è storia per nessuno! Tutti diventano intenditori di qualsiasi manuale di gioco. Però, considerando l’ampia discrezionalità da parte degli arbitri, se certi episodi sono evidenti, ce ne sono tantissimi altri per cui l’episodio può essere da rigore e per altri no. In questi casi il Var serve a ben poco.

Inevitabilmente ci sono ripercussioni, seppure indirette, su tutti coloro che sono coinvolti nel match.

Ci sono molte più polemiche rispetto a prima, e gli interventi, alcuni durano pochi secondi altri portano anche a 4/5 minuti di interruzione, riducendo la partita a continui spezzettamenti del gioco e maxi recuperi.

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