Il problema era tutto tranne il 4-3-3

Il Napoli è in ripresa. La notizia più importante che arriva da Genova, oltre che i soliti beceri cori da T.S.O., è che la squadra partenopea è tornata ad avere un carattere. Dopo un anno e mezzo di fragilità mentali, discontinuità psico-fisiche e vuoti improvvisi, gli uomini di Gattuso stanno avendo una svolta.

Altrimenti non avrebbero battuto la Sampdoria di ieri sera, che dopo essere andata in svantaggio di due goal dopo nemmeno venti minuti è tornata a ruggire in maniera vistosa. Anche se, è bene sottolinearlo, l’unico motivo per cui i blucerchiati sono stati in partita è la classe pura e cristallina di un campione senza tempo come Fabio Quagliarella.

Nonostante le avversità arbitrali (rigore non fischiato e poi richiamato dal VAR, con tanto di saluti al protocollo del “chiaro ed evidente errore”) e tecniche (nel secondo tempo il pressing della Sampdoria è stato nettamente più efficace), gli azzurri hanno offerto una prova battagliera, alternando contenimento e pressing alto.

Insomma, tutte cose che sino a poco tempo fa sembravano troppo per una squadra allo sbando, completamente distrutta sotto tutti i punti di vista. Questo “clic mentale” è sicuramente merito di Gattuso, che ha saputo accettare una sfida impossibile e lavorare per trasformarla in una alla portata. Con questo tipo di lavoro, del resto, il tecnico calabrese ha anche sfatato il mito di problemi tattici.

Sembra assurdo pensare che per calciatori del livello tecnico e (a quanto pare) anche temperamentale di Insigne e Zielinski (le due riscoperte più liete dell’era di Gattuso) potessero avere problemi perché spostati cinque metri più a destra o a sinistra. 4-3-3 o 4-4-2 sono solo numeri che servono per disegnare graficamente la formazione, ma nella pratica valgono niente o quasi. Di certo tre numeri non possono, almeno dal punto di vista di chi scrive, essere indici di prestazioni più o meno elevate.

E infatti la vera difficoltà che ha condotto il Napoli a distruggersi un poco alla volta, sino ad arrivare al dover essere contenti se si rivede la parte sinistra della classifica, è stata la mancanza di un uomo al comando. Ancelotti pensava di poter lasciare libertà e fiducia incondizionata a questi giocatori, Gattuso ci ha fatto già capire che con questo gruppo, forse, è meglio fare il contrario: offrire sicurezze, senza sperimentazioni. Con la speranza che questa seconda parte di stagione possa essere solo il primo atto di un nuovo progetto tecnico. Che, detto tra noi, guidato da questo Gattuso potrebbe essere pure entusiasmante.

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