Tutti attendono il match di stasera: Napoli-Juve è sempre stata LA PARTITA negli ultimi anni, ma quest’anno il clima allo stadio sarà infuocato, visto che dall’altra parte della barricata ci saranno i due cori ‘ngrati, Sarri e Higuain; entrambi sono venuti a Napoli per stupire ed entrambi sono stati eletti idoli della tifoseria, ma hanno deciso di ripudiare l’amore eterno partenopeo e hanno imboccato un’altra strada, lì dove la vittoria è sempre stata ed è tuttora l’unica cosa che conta.
Nessuno si aspettava l’approdo del Comandante a Torino, visto che Maurizio Sarri aveva potuto constatare il trattamento riservato al Pipita in questi anni, ma, nel momento in cui aveva capito di poter liberarsi dal Chelsea, ha optato per i bianconeri, rinnegando una storia d’amore bellissima che aveva conquistato una città al di là del contesto calcistico. La storia di Sarri era una storia bellissima, da poter essere raccontata in un libro: il tecnico dei campi di provincia e delle serie inferiori che conquista il capoluogo partenopeo per la sua capacità di esaltare e conquistare tutti con la bellezza del suo gioco, interpretato come momento di spensieratezza e di leggerezza da parte di tutti.
Nessuno si aspettava l’approdo del Comandante a Torino per via delle sue battute, dei suoi sospetti e dei suoi sfottò contro i bianconeri: sembrano passati secoli, ma soltanto due anni fa Sarri e Allegri erano protagonisti di un botta e risposta riguardo il giocar bene o vincere come obbiettivo primario del calcio e tre anni fa Sarri sbottava in conferenza, esclamando la frase: “se avessimo le maglie a strisce, forse ci darebbero più rigori” e alimentando con una battuta il disprezzo per la maglia bianconera.
Nessuno si aspettava l’approdo del Comandante a Torino perchè Sarri era il paladino dei partenopei, un comandante che difendeva la città anche su temi extra calcistici, come i beceri cori di discriminazione territoriale, che il tecnico toscano faceva notare agli arbitri durante le partite per far interrompere quelle offese a un popolo che era innamorato del suo Comandante.
Nessuno si aspettava l’approdo del Comandante a Torino, ma è successo ed oggi il mister toscano è l’allenatore dei rivali, che vanno battuti sul campo per alimentare il sogno Champions e per togliersi dei sassolini dalle scarpe.






