Gattuso “ringhia” a difesa di Ancelotti: la lealtà del figlio verso il padre

Gennaro Gattuso non ha mai avuto peli sulla lingua e non li avrà mai: da calciatore le sue dichiarazioni erano forti, decise, e da allenatore le sue frasi colpiscono con la stessa forza di allora; il nocciolo della questione è quella frase detta dal mister calabrese in conferenza stampa dopo Lazio-Napoli, in cui Gattuso affermava che “il problema di questa squadra è che non è più una squadra pensante come gli altri anni e quello che stiamo cercando di fare è completamente diverso rispetto al lavoro precedente. Dobbiamo tornare ad essere pensanti”.

Questa frase aveva scatenato la curiosità di tutti gli addetti ai lavori e di tutti i tifosi, visto che sembrava un chiaro attacco ad Ancelotti e al suo modo di lavorare e di gestire la squadra. Di questo “attacco” si è scritto per giorni e tutti non riuscivano a capacitarsi di queste parole, dopo che lo stesso Ringhio aveva definito, a più riprese, l’attuale tecnico dell’Evertonun padre calcistico e un amico da consultare quando ci sono le difficoltà“.

Oggi, dopo la partita con il Perugia, che ha riportato il sereno in casa partenopea, Gattuso ha tuonato e ha ringhiato contro tutti, dando la sua versione dei fatti: egli, infatti, ha detto che le ultime 3 partite le ha perse lui, non Ancelotti, e ha chiesto rispetto per il suo lavoro e per quello del suo mentore, che ha portato come frutti vari trofei in tutta Europa.

Ancora oggi è arrivata la dimostrazione di quanto Gattuso sia leale ed umile, ma sopratutto grande negli atteggiamenti: fino ad oggi, si è preso tutte le responsabilità in pubblico, non incolpando mai i giocatori quando hanno vissuto momenti negativi( Fabian, Insigne, Ospina, Di Lorenzo) e non ha incolpato Ancelotti per la condizione, ma ha preferito mettersi lui davanti alle critiche dei tifosi, potendo contare su spalle molto larghe.

Ora il suo obiettivo è tornare a far vincere il Napoli, a far rientrare la squadra nella zona Champions, che sarebbe un’impresa per i partenopei: Ringhio non vuole annegare, vuole solcare le onde del grande mare in cui si è messo; vuole farlo per i giocatori, per il suo staff, per la società, per i tifosi e anche un po’ per Ancelotti, per restituire quello che lui gli ha dato: lealtà ed umiltà.