Una stagione caratterizzata da troppi pali e occasioni sprecate

La stagione 2018-19 è ormai giunta al termine, con due partite ancora da giocare. Il Napoli si è rivelato ancora una volta di gran lunga la seconda forza del campionato italiano, facendo un’ottima figura in Champions League ed Europa League e deludendo in Coppa Italia (forse la competizione più alla portata). In tutti questi tornei, c’è però stata una costante: i troppi pali (addirittura 26) e le numerosissime occasioni sprecate davanti ai portieri avversari. Un discorso che vale specialmente per campionato e Champions.

Tante le partite macchiate dagli errori in fase conclusiva, che avrebbero dato agli azzurri più punti in classifica degli attuali 76. Basti pensare alla serata stregata (in tutti i sensi) del 26 dicembre, quando al cospetto dell’Inter, Zielinski sbaglia il più facile dei tap-in a porta vuota, con gli azzurri poi puniti da Lautaro Martinez. Oppure, pensando al girone di ritorno, agli 0-0 contro Fiorentina e Torino: più di 20 palle gol ma solo due punti portati a casa (con la Juventus definitivamente in fuga).

Un discorso ancor più clamoroso se si pensa alla “coppa dalle grandi orecchie” e al girone di ferro contro Stella Rossa, PSG e Liverpool. Gridano ancora vendetta le occasioni fallite a Belgrado (ad esempio la traversa di Insigne) e con i parigini, letteralmente annichiliti sia al Parco dei Principi che al San Paolo, ma capaci di portarsi a casa due punti “di riffa o di raffa”.

Gli azzurri avrebbero dunque meritato di presentarsi ad Anfield Road non con 9 ma 15 punti, dunque già qualificati agli ottavi. La storia è poi nota: i reds dominano e vincono 1-0 col gol di Salah. Ma ecco ancora palle gol fallite da Callejon e, soprattutto, Milik, letteralmente respinto da Alisson all’ultimo secondo: una “sliding door” che ha poi cambiato la Champions della squadra di Klopp (la quale si presenterà da favorita alla finale di Madrid contro il Tottenham).

L’attacco degli azzurri è comunque fortissimo e punterà su Milik (20 gol quest’anno), Mertens (17) e Insigne (14) anche l’anno prossimo. Ma forse, con un investimento mirato, si può regalare a Carlo Ancelotti un altro tassello che consenta di sbagliare meno e segnare di più, mettendo a frutto la gran mole di gioco.